domenica 24 novembre 2013

-Pensieri fermati-


  • L'ideologia altro non è che una delle tante maschere indossate da gruppi di umani per cercare di sfuggire alla caducità dell'esistenza.
  • L'amicizia dovrebbe essere quell'intimo, profondo, quasi invisibile legame entro il quale due persone tenderebbero, pur senza  riuscirci sempre, alla lealtà delle parole e dei gesti. E quando questa non fosse possibile si sceglierebbe senz'altro il silenzio alla maschera grottesca dell'incomprensione. 
  • Siamo sempre piu' certi del dolore, del tormento e dell'angoscia che sono nell'esistenza eppure continuiamo a desiderare per i nostri figli una vita felice e nella quale questi sentimenti siano  marginali! Quanta irrazionalità nel suo svolgersi!

venerdì 22 novembre 2013

-Fantasmi-




Con i loro artigli ben curati, sorrisi mielosi, voci abbassate
vorrebbero trascinarmi via da te.

Con la forza dei modi ben disposti, dei corpi ben centrati,
nella loro illusione di stabilità,
ancora provano a strattonare il mio cuore altrove.

Ed io, banderuola instabile, non percepivo l’inganno.
Un anno sospesa nel tempo a pensare di potermi dedicare a chi stava per trapassare.

In quell’anno, la mia mente, ben protetta, mi giocava questo scherzo.
Io sospesa in un qualcosa che non c'era.

L’esistenza, invece, era ed io me ne allontanavo.
Poi è andata via, è volata in silenzio in un altrove che non so.

Con gli occhi  che  indagavano e mi scavavano il cuore.
Volevano dirmi qualcosa, lasciarmi un segno della mia aleatorietà.

E’ la vita, si direbbe,
è l’umanità, direi.
Senza eroi, né principi o principesse.

In un nulla temporale che si trasforma in eternità.
Un nulla di rumori scomposti, invadenti
che saluto dalla libertà di questo

tempestoso, folle, mare.




venerdì 15 novembre 2013

- Perfect Day -




Si svolge, a me davanti, un teatrino della vita che non mi appartiene.
Svolgo, nel film della mia vita, la magia del tuo odore, della tua carne consumata, evaporata.
Quattro ossa racchiuse  e tenute strette in un loculo freddo di marmo.
Strette tra di loro per aspettare di ricongiungersi a me.
Solo allora sarai libero di volare nel cielo infinito,

lì dove potrai finalmente perderti, ritrovato in me, nella nostra promessa unità.

mercoledì 13 novembre 2013

-Nessuno-




Non credo alla bibbia, mi chiedo perché
Dovrei consultarla, offende gli dei
Non prego la chiesa il fetore che fa
Non credo nel cielo e nemmeno all'inferno
E non so distinguere il bene dal mare
Che nutre Cariddi di voracità
Non credo al mercato, produce demenza
Così com'è falsa la beneficienza
Diffido del saggio e di quello che sa

Finisce l'erba e l'acqua scola
Un bimbo chiede come mai
Fiorisca il cardo di viola
Poi fra le viole sceglie te
Perciò stanotte dormi qui
Che non esiste oscenità
Freghiamo la pornografia
E dammi figli e verità
E sesso orale e santità
Non mi resta più nessuno
Tranne te

Io credo nel caos e nella violenza
Guardate le spiagge, guardate la fame
Il figlio di troia che appalta la Rai
Io credo nel peggio che deve arrivare
Nell'ego dei calcoli dei governanti
E quindi mi servono armi lo so

E allora li cerco in amori di stelle
ma anche fra croci e fra cassaintegrati
I muscoli magri da cerva che hai

Arrivi e dici dolcemente
Che vecchio stupido che sei
Ed accarezzi con la mente
Le rughe che ti regalai
E vieni a vivere con me
Un mondo atroce vieni qua
a sopportarne la follia
E dammi figli e oscenità
E tenerezza e dignità
Non ho amato mai nessuno come te




-La morte-


Nei tramonti dentro
gli occhi tuoi 
e lungo i viali
di Parigi o di Los Angeles
ritrovo il mondo,
nei fiori di campo e nei passeri se nevica, 
li vedo campare 
senza niente da mangiare 
osservo Dio, lo lascio fare. 
Certe notti da nevrastenia 
da soffocare 
apro la finestra
e volo via 
si fa per dire 
Come la ginestra
nata sulla pietra lavica 
mi vedo lottare 
come mosca nel bicchiere
eppure Dio, lo lascio fare
La morte non esiste più
non parla più
non vende più
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni 
e le parole. 
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano
a lasciarle stese al sole.
Stringimi le mani, 
non è niente, 
che la guerra passerà. 
Certi inverni freddi 
certi guai
mi fan paura,
prego nel restare
 ancora qui
mi illudo ancora. 
Poi improvvisamente
arrivi tu 
sorridi e penso che 
non ho più timore
lascio correre
il dolore
non c’è più
e niente muore 
baby 
La morte non esiste più
non parla più
non vende più 
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni e le parole.
Il tempo non le imbianca più
e non si seccano
a lasciarle stese al sole. 
Credimi,
morire non è niente
se l’angoscia se ne va!
La morte non esiste
più non compra più 
non vende più 
mio folle amore.
La vita non uccide più
i nostri baci
i nostri sogni 
e le parole.
 Il tempo non le imbianca più
 e non si seccano a lasciarle stese al sole. 
Parlami d’amore,
 nonostante la stagione che verrà.



-L'aeroplano-









Che cosa resta di noi che scopiamo nel parcheggio 
Cosa resta di noi: un rottame di Volksvagen 
Il ricordo, si sa, trasfigura la realtà 
La verità se ne sta sulle stelle più lontane 
Ci rimane una città, un lavoro sempre uguale 
Una canzone che fa sottofondo all'Indecifrabile.
Cosa rimane di noi, ragazzini e ragazzine
La domenica dentro le chiese
ad ascoltare la parola di Dio.
Il futuro era una nave tutta d'oro
che noi pregavamo ci portasse via lontano
Cosa rimane di noi
Ora che ci siamo amati ed odiati e traditi
E non c'è più limite

Sfreccia in cielo un aeroplano
Io ti amo e non ti penso mai
Penso a quello che ci resta
Vola l'aeroplano, Va lontano
Vola su Baghdad
Noi voliamo invano

Che cosa resta degli anni passati ad adorarti
Cosa resta di me
delle bocche che ho baciato in discoteca
Che cosa ne è della nostra relazione
Stupidi noi che piangiamo disperati
Che cosa resta dei sogni che avevamo nella testa
La nostra esperienza a che cosa servirà

Sfreccia in cielo un aeroplano
Io ti amo e non ti penso mai
Penso a quello che ci resta
Vola l'aeroplano, Va lontano
Vola su Baghdad
Noi voliamo invano




giovedì 15 agosto 2013

.-Lucio-


In un buio di un'esistenza lontana ritrovo le mie mille domande sospese nel tempo.
A te ritorno sempre con il cuore e con la mente
di te riempio quei minuscoli puntini bianchi nel cuore che lasciano adito a dubbi.

Quando di te dimentico vagheggio in un fare che mi parla di quello e di quell'altro
in un fare che si risolve in un presente che non posso abolire.

Vago, temporeggio in questo non sapere cosa sia realmente tutto cio',
il tutto? Il resto di un qualcosa che non doveva piu' essere oltre il noi.

E quel tempo nel quale, scossa dallo spavento, i nostri corpi si separarono per un quando che è divenuto un sempre.

Ogni tanto parlo di te e mi chiedono di te, di quello che nel mio cuore ancora c'è.
Si cerca di rispondere per non rischiare di non tessere le fila di un senso che, si dice, deve esserci.

E così si vagheggia come quando tu c'eri in carne ed ossa ad abitare questi spazi
quando ancora lo stupore sulle labbra delle persone si leggeva in quel non detto
in quell'immagine di me e di te che non conciliava il senso di un esistente
dal quale noi ci eravamo distanziati.

Nel nostro amore, nei nostri baci, nelle strette di mano che mai si perdevano
ci eravamo illusi di poter fermare il tempo.

Quel tempo che ci ha colto così paralizzati nell'ultimo istante di realtà.

mercoledì 14 agosto 2013


Frulla nel cervello l'infelicita', inebetendolo.
Chiudo le palpebre sull'esistenza,
recuperandola.

sabato 16 marzo 2013

-La conversazione-



Risvolto, trasudo, mi denudo.
Te, davanti a me.
Ti bacio, ribacio, riscopro.
Te, davanti a me.
(Quante melodie che non devono prendere altre vie.)
Te,davanti a me.
Gli occhi negli occhi.
Neri.
Te, davanti a me.
Io, davanti a te.
Mi baci, ribaci, riscopri.
Io davanti a te.
Ti perdo, mi perdo,
ti scopro, mi sfuggo,
Mi sperdo, riprendo.
Te davanti a me.
Parole di senso, di me, di te.
Chi ero, chi sono.
Da dove vengo, non mi ritrovo.
Mi sperdo, mi perdo.
Riprendo.
Te voglio, non voglio.
Ti tocco, ti sfioro, ti lascio.
Gli occhi negli occhi.
I nostri, le mani.
Le scene riprendo, non mollo.
Le prendo, le fermo, le scatto.
Non voglio, non volgo.
Rivoglio, ti rivoglio.
Ti lascio, riprendo.
Ti gioco.
Ti voglio (bene).
Te davanti a te.

sabato 9 marzo 2013

-Frantumi-


Trema trema anima mia
consola me in questo attimo di ardente passione
consola me che lui ha smarrito.

I suoi occhi ritrovare vorrei
la suadenza della sua danza dietro di me
in un gesto ricomporre-ancora-il mio cuore in frantumi.

-E poi-



E poi mi dicono che ho peccato
avrei peccato con un pensiero di eccessiva arrendevolezza.
Arrendevolezza al tuo corpo di carne formato.

Dentro la tua anima ho amato perdermi
e adagiarmi.
E' perso ora il mio cuore
e non trova piu' la strada di casa.




E quanto distanti ci apparimmo
dai bagliori di tempi che non ci avevano accolti,
che non avevamo accolto.

Carcasse abbandonate in riva ad un mare oscuro

i nostri corpi.
Protetti dal calore di quella nera notte.

venerdì 1 marzo 2013

-Disperdere-


Disperdo entro un sentire di lame affilate un dolore
che non so piu' se mio.
Un senso di abbandono
mi perofra gli organi. 
Un urlo perso nell'oscurità di una solitudine profonda, inaccessibile 
torna da un tempo antico, andato.
Mi ricorda di una bambina sola ed infelice
che giocava con le favole
entro pagine decorata da sogni accessibili.
Un bosco, un cappello rosso, un lupo al ciglio di un burrone scuro
entro il quale scivolare dolcemente
cullandosi nella certezza di un abisso nero, rassicurante.

In donna un vuoto di risposte affolla la mia mente.
del non poter porre alcuna domanda.

giovedì 28 febbraio 2013

-Te-


Sulla linea sottile del cuore,
al nascere di questa nuova alba,
lacrime cristallizzate scendono nel diaframma.
Scompaiono in una eco che rimbomba  
e che le tramuta in onde propagatorie, crescenti.

Immobiizzo questo sentire interiore 
che si svolge nel chiuso del mio corpo
per esserne rapita, posseduta carnalmente.

Abbandono un essere esteriore che ha sempre accompaganto il me,
il me di quanto non è possibile dirigere, destinare.
Il me delle corazze,
dell'essere che non riesce a disperdere un apparire
funzionale alla fuga dal dolore.

E nello strabismo dei miei occhi riconosco una me che ho sempre inseguito,
senza trovarla.
Un imperfetto vedere,
un guardare parziale, 
un distacco incalzante e perenne
da un qui ed ora che non mi rispecchia.

Torno con la memoria ad un corpo (il mio) che si distende sul tuo senza sfiorarlo,
ad una bocca (la mia) che lecca e succhia le tue nudità,
ad un corpo (il mio) che brama il sentire te dentro di sè.
Quest'attimo sospeso dal mondo lo chiamai Amore.
Quest'Amore silenzioso entro il quale essere finalmente un' essenza di materia piena.

Mi stravolgo al pensiero di te,
del mio cuore che ti cerca e ci sei,
della tua voce morbida, carezzevole, accogliente 
e delle tue pause che sono essenza di vita pura,
dei tuoi silenzi entro i quali ritrovarti 
e delle tue smanie entro le quali ti perdi da solo
quando vorresti scappare da tutti.

Scrivevo: "La noia è pur sempre una catergoria banale";
scrivo: "La noia è anche una virgola politica, una scusa banale offerta su un piatto d'oro 
da una imposta cultura che ci spinge ad un consumo bulimico",
è lo spazio rubato alle nostre infermità, alle nostre inquietudini rielaborate nel linguaggio di questo mondo  e di questo tempo che non ci appartengono,
che ci vorrebbero annullati.

martedì 26 febbraio 2013

-Lui-


Hai delegato un'intera vita
al gioco di donne frustrate e manipolatorie,
che siano state una mamma o una compagna,
evitando perfino il sentire.

Immerso in una marea rassicurante
che, nel suo moto intrinsecamente ondulatorio, ti ha anche concesso il brivido adrenalinico della non stasi.

Così ti guardo e so che una vita, tutte le vite,
hanno in sè il detonatore del fallimento.
Mai innescato e quindi mai avvertito
o sempre sul punto di esplodere.
La mia è piu' vicina alla seconda immagine.

giovedì 21 febbraio 2013

-Sincero e puro come...-








Abbassando, Abbassando, Abbassando gli occhi
non mi hai detto più la verità
ci siam persi senza dirlo
prima del tempo
del tempo nero ch'è venuto senza pietà
pieno di sospetti
fragili e netti.
Abbassando, Abbassando, Abbassando le mani
sulle orecchie nella mia anima
mi son detta: "Non è vero!
E'uno sguardo sincero!"
Sincero e puro come il mio pensiero
perso nel parlare serio di passione.
Passione malpadroneggiabile
mi rende molto mobile
sulle sponde del turchino spazio amabile
e volo volo volo con i piedi nell'acqua
e un caffè nella pancia
per mangiare con te.
Abbassando, Abbassando, Abbassando valigie
dentro al porto mi sopporto un po'.
La mia faccia, stanco viaggio, no, non mi dà
coraggio di credere, credere, credere senza domande
le parole che tu non mi puoi dire.
Abbassando, Abbassando, Abbassando la testa
mi conforto e non ci penso più
mi son detta: "Lascia stare.
E'una storia popolare."
e vale, vale, vale una canzone
nel parlare ludico di passione.
Passione malpadroneggiabile
mi rende molto mobile
sulle sponde del turchino spazio amabile
e volo volo volo con i piedi nell'acqua
e un caffè nella pancia
per mangiare con te
Vale, vale, vale una canzone
nel parlare ludico di passione.
Passione malpadroneggiabile...

-Assenze-








Pompa il sangue dal cuore,
è un ritmo incalzante che investe le fibre del corpo
e della mente
"Il rapporto tra uomo e donna viaggia sul limite dell'impossibile"
scrivevo, scrivo.

Il dosaggio ormonale troppo ancora accellerato
per essere dismesso.
Una strumentalità dei corpi e di un bisogno
che resterà insoddisfatto (sempre)
sarà la nuova cifra.

Osservo dall'alto la folla umana:
piccoli maschietti e femminucce che giocano
in un movimento energico e altalenante;
tanti piccoli fratelli e sorelle
persi, ognuno, nelle mura della propria solitudine.

martedì 19 febbraio 2013

-Un nuovo, gentile giorno che rinasce-


Carezza la sua pelle un vento fresco e delicato di primavera,
scende sul mio corpo il calore di questo nuovo giorno.
Rinasce, mai identico a se stesso
affondando le radici in stasi  antiche
e riporta di colpo, d’improvviso, la mente in posizione centrale.

Così, la circolarità del vivere,
il divenire continuo, incessante
si nutre della nostra presenza, di quel che siamo e di quel che diamo.
La spirale ingrossa la sua potenza o la diminuisce
a seconda dei casi, dell’essere.

Lei vive di fiori di carta gentili
nel suo piano di terra di socialità,
di silenzi e di amore.
Come un cigno sordo si muove in eleganza
entro il mondo di silenzio che la circonda.

Non lesina il contatto, il profumo antico di un caffè che sparge l’essenza nei vicoli.
I vicoli di questa atavica città che tutto comprende, rinasce e decade.
Con lei si potrebbe decadere, come soldatini  in un teatro di bimbo.
Come se  l’essere lì dentro  fosse, solo ed in sé stesso,  una forma di vita. 

domenica 10 febbraio 2013

-Notte-

Triste, non triste
Vero o non  vero,
a che vale?

Giro lo sguardo:
la trovo, eccola,
sul ciglio di un appendino
la mia veste da camera.
Benedetta, mi veste le nudita'.

venerdì 8 febbraio 2013

-Dal tempo del pressapoco all'universo della precisione-


Questo tempo imposto da violentare
 vorrei
questi tempi imposti da violentare
 si devono.
"Dal tempo del pressappoco all'universo della precisione"
in un passaggio obbligato
e la parola non deve mancare.
La cerco, scavo
e l'occhio acceso su questa realtà
mi impedisce il trovarla.

Immagini, emozioni
scavo
cerco:
"Affondare nel tuo corpo di morbidezza vorrei
socchiudere gli occhi nel tuo infinito,
nuotare entro lo scuro di te,
sfiorare con le labbra morbide la tua anima in attesa.

In un'estasi di piacere far perdere te
senza che una possibile via di uscita si possa trovare.
In un labirinto senza uscita
con tutte quelle possibili  da annichilire
cosicchè anche il pensiero del come fare
possa svanire, come un mai esistito, un mai nato.

In questo scorrere di vite disordinate, di tempi inorganici
ascolto un pensiero, di gioia(?)
che mi appresta un sentire diverso, represso, riperso?
In questo scorrere di vita me abbandono in un sentire 
di piacere, di gioia non funzionale,
non organizzata, non indirizzata, non finalizzata.
Me abbandono persa in un'idea di non ritorno.