Si svolge, a me davanti, un teatrino della vita che non
mi appartiene.
Svolgo, nel film della mia vita, la magia del tuo odore,
della tua carne consumata, evaporata.
Quattro ossa racchiuse
e tenute strette in un loculo freddo di marmo.
Strette tra di loro per aspettare di ricongiungersi a me.
Solo allora sarai libero di volare nel cielo infinito,
lì dove potrai finalmente perderti, ritrovato in me,
nella nostra promessa unità.
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