"In questo libro troviamo all'opera un "essere sotterraneo", uno che perfora, scava, scalza di sotterra. Posto che si abbia gli occhi per un tale lavoro in profonidtà, lo si vedrà avanzare lentamente, cautamente, delicatamente, implacabile, senza che si tradisca troppo la pena che ogni lunga privazione di luce e d'aria comporta; lo si potrebbe dire perfino contento del suo oscuro lavoro...
Si disimpara completamente a tacere, qiuando si è stati così a lungo, come lui, una talpa, un solo...
da Prefazione ad Aurora, Friederich Nietzsche.
Ma un bambino picchiato, disprezzato e maltrattato non ha il diritto di difendersi. Tutti i mezzi previsti dalla natura per il mantenimento dell'integrità dell'essere umano gli rimangono preclusi; se protesta, rischia di essere ucciso.
L'organismo ancora immaturo che sta crescendo non è in grado, inoltre, di gestire quesi sentimenti così sconvolgenti. Nella maggior parte dei casi il bambino deve dunque rimuovere il ricordo del trauma e in ogni caso i sentimenti estremamente intensi, ma indesiderabili, normalmente suscitati da una ferita di tal genere: la rabbia omicida, il desiderio di vendetta e l'impressione di essere minacciati dal mondo intero. Per un bambino che non diponga di un Testimone soccorrevole i genitori rappresentano infatti tutto il suo universo. E' pensabile che nell'inconscio di quel bambino si formi e si consolidi il desiderio di distruggere prima o poi quel mondo, per poter finalmente vivere.
Dato che tutti questi sentimenti sono rimossi, poichè non hano mai potuto essere vissuti consciamente, poichè il bisogno di attenzione, verità e amore non e' mai stato articolato in modo adeguato, molti bambini feriti scelgono la via del soddisfacimento simbolico, per esempio in forme di perversione e criminalità socialmente riconosciute.
[...]
A dominare era la logica della rimozione: mi rifiuto di sapere che cosa i miei genitori mi hanno fatto, a me a ad altri, voglio perdonare loro tutto ad occhi chiusi, non voglio vedere, giudicare, mettere in discussione, loro restano intoccabili perchè sono i miei genitori. Poichè il mio sistema (il mio corpo) sa che cosa è accaduto, sebbene a livello cosciente io non me ne ricordi, fichè i miei sentimenti restano bloccati mi sentirò spinto a ripetere senza accorgermene i crimini che sono stati compiuti su di me (distruzione della vita). Nel maltrattare i miei figli, nel combattere con crudeltà i presunti nemici, nel distrugegre la vita ovunque io la veda fiorire, posso erigere un monumento ai miei genitori e dimostrare loro la mia fedeltà. Milioni di bambini un tempo pffesi ed umiliati, che non hanno mai avuto il diritto, con i loro genitori, di difendersi dalla distrzuione, dalle lesioni alla loro integrità trovano nella guerra un ricordo di questi pericoli, della propria storia che hanno piu' o meno ben rimossa. Si sentono lacerati e turbati. Ma, poichè nella maggior parte dei casi i primi ricordi e i relativi sentimenti non sono piu' loro accessibili, manca loro anche qualunque lucidità al riguardo. Nel fuggire dalla propria storia dolorosa fanno ricorso all'unico mezzo che abbiano conosciuto da bambini: distruggere o lasciarsi torturare, ma a tuti i costi rimanere ciechi. Fuggono ciecamente da qualcosa che è successo molto tempo prima.
Per mantenere celata ai propri occhi la storia personale di dolorose umiliazioni che erano state loro fatte passare per segni d'amore, alcuni uomini cercano delle prostitute, le pagano per farsi frustare e si autoconvincono, come un tempo li avevano persuasi i genitori, di godersi questa tragica situazione: la perdita della dignità e dei riferimenti interiori. Per scacciare una buona volta nelle tenebre dell'oblio gli abusi sessuali commessi dal proprio padre, certe donen diventano prostitute e si sottopongono anuove umiliazioni nell'antica illusione che l'intercambiabilità degli uomini e il loro lasciarsi manipolare procurino un certo potere. Il commercio sadomaso e i numerosi club di flagellanti vivono solo di questo desiderio ardente dei clienti, uomini e donne, di seppellire definitivamente la storia della loro infanzia con l'aiuto di scenari attuali, che paiono nuovi ma sono molto simili ai vecchi. I conti però non tornano, e occorre cercare sempre nuove strade per non doversi confronater con la propria infanzia. Alcol e consumo di droghe offrono un aiuto che spesso si paga a caro prezzo.
da Riprendersi la vita, Alice Miller.