venerdì 30 dicembre 2011

-Camille Claudelle-




Camille Claudelle -8 dicembre 1864, 19 ottobre 1943-

Fu una scultrice francese, la sua fu una vita dolorosa e dall'epilogo tragico.
Sempre ripudiata dalla madre venne, in età adulta, dalla stessa e dal fratello che adorava, rinchiusa in manicomio e ivi morì dopo trenta anni di degenza senza mai ricevere visite dai familiari o dalle persone che la avevano amata ed apprezzata.


La sua forte personalità suscitò timore nel  compagno Auguste Rodin, dal quale decise di allontanarsi  in quanto nel mondo dell'arte il suo nome lo si associava sempre a quello, piu' celebre, di lui; la loro relazione, tuttavia, non fu definitivamente spezzata fino a quando Rodin non la abbandonò respingendo lei e il figlio che portava in grembo e che mai nacque;  d' altronde Rodin, pur essendone profondamente attratto, non interruppe mai il rapporto con la moglie vivendo contestualmente entrambe le relazioni.









Di lei scrissero:
"Ha una natura profondamente personale che attira per la grazia, ma respinge per il temperamento selvaggio"
                                                                                         il compagno Auguste Rodin;

"Questa signorina Claudelle dovreste vederla scolpire, è come se la creta, l'argilla, il marmo seguissero gli ordini delle sue dita delicate. Peccato che sia una donna e che sia destinata a rimanere sconosciuta. Lei, però, è sicura di diventare una scultrice famosa"                        

                                                  Alfrede Boucher, suo maestro all'Accademia Colarossi;

"Ha una fronte superba, la carnagione lunare, gli occhi di un blu così profondo e così raro che si puo' trovare solo nei romanzi. Ha una tale bellezza che mi soggioga. Riesce ad esercitare su di me un'ascendente così forte da sembrare crudele. In sua presenza sono rapito e incapace di parlare, ma lei sembra non esserne conscia e si aggira per il mondo con aria smarrita, come un fragile uccellino appena uscito dal nido" 
                                                                                                       suo fratello Paul;

"Possiede un fascino assoluto e totale dedizione alla scultura. Nulla di strano che non appena io abbia posato il mio sguardo su di lei tutto il resto mi sia sembrato privo di vita. Camille è la vita stessa!" 
                                                                                        il compagno Auguste Rodin;

"E' sicura che tutto si risolverà, che potrà coronare il suo sogno eppure mi chiedo: Vuole davvero sposare Rodin oppure è spinta soltanto dal desiderio di condurre una vita normale? Possibile che una donna tanto diversa dalle altre senta la necessità di essere accettata dalla società? E la società è pronta ad accettare una donna come lei? 
                                                                                                        suo fratello Paul.



In manicomio scrive al fratello:

"I tuoi silenzi mi uccidono Paul, a volte vorrei avere la forza di farla finita, mi si rimprovera, come fosse un crimine spaventoso, di aver vissuto sola coi miei gatti, di avere manie di persecuzione. Qualcuno potrebbe riconoscermi il merito di originalità e dare qualche compenso alla povera donna che hanno spogliato del suo genio. No! Un manicomio. La mia colpa è quella di essere una donna che ha voluto vivere come voleva e per questo deve essere eliminata"