giovedì 16 aprile 2009


Forse esagero, ma mi vado convincendo sempre di piu’ che la violenza sulle donne da parte degli uomini sia prodotta da un crescente senso di inferiorità di questi ultimi.
Alla base della violenza degli uomini c’è la paura delle donne, provocata dall’invidia della loro potenza creatrice che rende il ruolo virile di secondaria importanza, quasi accessorio.
Pertanto la naturale vitalità di questa custode della vita deve essere ridimensionata, reificata, trasformata in oggetto del piacere.
Violenza sessuale significa passare dal’eros al thanatos, attraverso l’uso della forza o del denaro, con lo stupro o con la prostituzione. 
Saverio Abbruzzese



...Bisogna stupirsi della violenza?
…dobbiamo considerare la violenza che ci raccontano come lo skandalon? Se ci scandalizziamo, facciamo gli interessi della violenza. …
Ora quale puo’ essere l’atteggiamento dei mezzi di comunicazione di massa? Devono i mezzi di comunicazione di massa tacere, rimuovere gli episodi della violenza o devono raccontarli?
…i media devono proporre un’idea, le istituzioni devono proporre un modello che sia metabolico. Il modello metabolico è quello che non consideri la violenza im-mediata.
L’immediatezza della violenza è il nostro problema, è il fatto che intorno alla violenza non si dica, non si parli, non si racconti, perché è anche il modo per renderci piu’ consapevoli della co-responsabilià di ognuno.

Eligio Resta

...La separazione comporta un altro elemento di rischio che è quello di dover mettere in gioco diverse strategie per far accettare la separazione a se stessi e alle persone del proprio contesto familiare e maicale. Nonostante la legge sul divorzio sia ormai consolidata nel diritto, non nella stessa direzione e con la stessa velocità sembrano essere, invece, il senso comune e il senso etico-sociale, non solo religioso.
La separazione non sembra essere pienamente accettata sul piano sociale e questo comporta per molte persone una fatica con se stessi e con gli altri per far comprendere le ragioni di una separazione.
Anche questa sembra essere una delle ragioni che portano in certe separazioni una ricerca esasperata di elementi che possano rendere la spiegazione in termini di attribuzione di responsabilità in modo accentuato, se non addirittura esasperato, nei confronti dell’altra persona.
Daniela Pajardi

Il danno dell’abuso si forma nel tessuto familiare quando le dinamiche relazionali diventano patologiche, viene a mancare l’empatia e si altera il senso del rispetto per l’altro.
E’ quando si smarrisce la capacità di comprendere cosa l’altro sta provando e non si è piu’ capaci di offrire le proprie attenzioni anche mettendo da parte i bisogni personali, che la dimensione fondativa che alberga nelle relazioni positive della famiglia si altera compromettendo il rapporto empatico tra i suoi rappresentanti.
E’ in realtà familiari dove manca il rispetto dello spazio vitale ed emotivo, dei sentimenti e dei pensieri, e in definitiva i genitori non offrono risposte empatiche  e valorizzanti, fondamento della costruzione della fiducia in se stessi e della sicurezza interiore del bambino, che piu’ frequentemente si puo’ sviluppare l’abuso sessuale (e non solo quello, aggiungo io).
Patrizia Pes