Come in un sogno le si aprirono gli occhi autonomamente.
No, ripeto: come in un sogno chiuse il mondo dentro di sé. La cassa toracica racchiudeva in quel piccolo spazio un immenso, caldo, buio. Gli occhi non servivano, gli occhi erano aperti sul di dentro e fuori la luce perveniva per consuetudine.
Era il sapore amaro che scendeva giu’ nel cavo orale e si espandeva trasformandosi in sapore di dolce miele, lo spessore fluido nascondeva percorsi interrotti e non era trasparente, era fluido, denso, corposo.
-Visioni-
Si disperdeva in sogni, sogni di una notte calda in un paesaggio notturno e la mano nella mano di una visione incorporea e incamminava i suoi piedi morbidamente, membra in cui affondare, vissute con il dolore, aperte alla speranza.