domenica 16 marzo 2014

-Abbandono-



Distillo in gocce di fiele il sottile amaro della mia esistenza.
Ne chiudo, nel mio cuore, questo aspro dolore.

In questa alchimia inventata per sopravvivere
trovo pace e distendo le mie membra.

Come se nulla piu' dovesse essere
in un suicidio dell'anima che non puo' slegarsi da quello che fu,
dai migliori giorni, fortuiti, di quel che è stato.

Costretta da questo stare, qui rimango e prendo gioia, rubo linfa vitale per me sola.
Inietto nella mia devastazione dosi di piacere ripiegate in me.
Abbandono, così, il tormento di un poter essere che mai sarà piu'.