In abissi di melanconia
gioco a perdermi per ritrovarmi
-pezzi di me dispersi in un cieco andare senza senso-
li ritrovo in una figura di morto
sepolto nella terra nuda.
Mi ritrovo così a sentirmi viva nel pensare ad un corpo morto.
Questo lutto che non puo’ esistere.
Questa morte che sostituisce la vita
o questa vita che sostituisce la morte.
Come l’uno o l’altro,
come un sole e una luna che si alternano.
In un cielo notturno annebbiato
dai fumi dell’alcol
li ho visti entrambi
scagliati lì nel fondo del mio abisso.