venerdì 5 dicembre 2008

-Ermafrodito-


 Un principe meraviglioso con la spada appuntita adagiata nel fodero si diresse verso la casa immersa nel bosco. La casa risultava adagiata in modo così naturale in quello scenario da sembrare incantata e tant’è, incantava, il principe era vestito di abiti aderenti che ne facevano risaltare le fattezze, i  muscoli del corpo  aderivano ai tessuti argentei  e azzurri ed erano muscoli sodi, non artificialmente sviluppati e non resi atonici  da una  innaturale immobilità, le gambe  parlavano del suo carattere così vivo, fresco, il significato della parola scoraggiamento non risiedeva in lui, infatti mai ne  aveva fatto esperienza.
 Era un principe, a dir il vero, piuttosto particolare e la sua singolarità  ne faceva risplendere ancor di piu’ la  bellezza, i  capelli morbidi e fluidi, giocando con il vento e incontrandosi  con la luce, emettevano scintillii magici, il  viso era aggraziato, gli occhi in armonia con il piccolo nasino leggermente all’insu’ e con le labbra carnose e  ingenue perennemente semi aperte, il collo dalla carnagione bianca di alabastro era percorso da una pelle liscia senza imperfezioni e piu’ giu’ due armoniosi  seni creavano movimento in quell’andatura così leggiadra, il bacino era tondo, ma non molto pronunciato e la pancia ben tirata allenata alle sfide di una  vita condotta nei boschi ed ai giochi da lei proposti. Il sesso, come i seni, contribuiva a creare sinuosità in quelle linee così-.
E la voce calma e suadente di fanciulla riempiva l’aria di tanta dolcezza, incantando lo scenario. Al suo passaggio gli uccelli fermavano l'  irrequieto zampettare e sostavano all’ascolto sospendendo il cinguettio,
gli scoiattoli con il loro lieve e incessante rumorio della boccuccia, interrompevano la loro attività mangereccia e puntavano i loro  grandi occhi color  castagna…