Mi stupisco del cambiamento riportato il 30 aprile, si potrebbe dedurre che io non voglia uscire dal problema droga, ma così non è, chè poco ci penso a quella evasione, quel che mi intimorisce è il ricominciare una vita. Vita tanto semplice e naturale, potrebbe sembrare, e tanto difficile per una come me., per una che tante ne ha viste e tanto ha sofferto, tanto ha tentato per gli altri, per salvare qualcuno e tutto a spese mie.
Una che tanto ha creduto in questa redenzione, redenzione dall'angoscia alla serenità, dalla morte e dalla sofferenza alla vita. Puo' apparire il mio cammino, il mio arrivo in comunità, come un arrivo al fallimento, un fermarmi a ripensare? Ripensare forse sì, ma attribuire un senso negativo a tutto ciò che ho fatto non mi è possibile, significherebbe un ricostruirsi ex novo, ma su quali basi? Avere una vita fuori, sì, ma che vita? Non voglio una vita vuota fatta di luoghi comuni, una vita che non mi soddisfa a livello interiore. Amicizie, uscite, conoscenze, wkisky, risate, vuoto e frustrazioni. Complessi per il mio fisico che pure non riesce a cambiare.
Pensare ad una vita normale, ad un matrimonio, ai figli. Sì, ma è storia passata, tutta questa voglia, questa spinta ora non c'è piu'. La fiducia che prima nutrivo nel rapporto a due è svanita per lasciare sempre piu' il posto a questa amara e sola solitudine. Vedo persone fuori di qui vivere, se non felici, almeno serene. Soddisfatti nei loro rapporti amorevoli con altri. E per me fuori di qui c'è chi mi aspetta a cuore aperto? Tanti, ma per me nessuno. E questi mi fa paura, il ricominciare ancora una volta tutto da zero e il non avere appoggi.