giovedì 28 febbraio 2013

-Te-


Sulla linea sottile del cuore,
al nascere di questa nuova alba,
lacrime cristallizzate scendono nel diaframma.
Scompaiono in una eco che rimbomba  
e che le tramuta in onde propagatorie, crescenti.

Immobiizzo questo sentire interiore 
che si svolge nel chiuso del mio corpo
per esserne rapita, posseduta carnalmente.

Abbandono un essere esteriore che ha sempre accompaganto il me,
il me di quanto non è possibile dirigere, destinare.
Il me delle corazze,
dell'essere che non riesce a disperdere un apparire
funzionale alla fuga dal dolore.

E nello strabismo dei miei occhi riconosco una me che ho sempre inseguito,
senza trovarla.
Un imperfetto vedere,
un guardare parziale, 
un distacco incalzante e perenne
da un qui ed ora che non mi rispecchia.

Torno con la memoria ad un corpo (il mio) che si distende sul tuo senza sfiorarlo,
ad una bocca (la mia) che lecca e succhia le tue nudità,
ad un corpo (il mio) che brama il sentire te dentro di sè.
Quest'attimo sospeso dal mondo lo chiamai Amore.
Quest'Amore silenzioso entro il quale essere finalmente un' essenza di materia piena.

Mi stravolgo al pensiero di te,
del mio cuore che ti cerca e ci sei,
della tua voce morbida, carezzevole, accogliente 
e delle tue pause che sono essenza di vita pura,
dei tuoi silenzi entro i quali ritrovarti 
e delle tue smanie entro le quali ti perdi da solo
quando vorresti scappare da tutti.

Scrivevo: "La noia è pur sempre una catergoria banale";
scrivo: "La noia è anche una virgola politica, una scusa banale offerta su un piatto d'oro 
da una imposta cultura che ci spinge ad un consumo bulimico",
è lo spazio rubato alle nostre infermità, alle nostre inquietudini rielaborate nel linguaggio di questo mondo  e di questo tempo che non ci appartengono,
che ci vorrebbero annullati.

martedì 26 febbraio 2013

-Lui-


Hai delegato un'intera vita
al gioco di donne frustrate e manipolatorie,
che siano state una mamma o una compagna,
evitando perfino il sentire.

Immerso in una marea rassicurante
che, nel suo moto intrinsecamente ondulatorio, ti ha anche concesso il brivido adrenalinico della non stasi.

Così ti guardo e so che una vita, tutte le vite,
hanno in sè il detonatore del fallimento.
Mai innescato e quindi mai avvertito
o sempre sul punto di esplodere.
La mia è piu' vicina alla seconda immagine.

giovedì 21 febbraio 2013

-Sincero e puro come...-








Abbassando, Abbassando, Abbassando gli occhi
non mi hai detto più la verità
ci siam persi senza dirlo
prima del tempo
del tempo nero ch'è venuto senza pietà
pieno di sospetti
fragili e netti.
Abbassando, Abbassando, Abbassando le mani
sulle orecchie nella mia anima
mi son detta: "Non è vero!
E'uno sguardo sincero!"
Sincero e puro come il mio pensiero
perso nel parlare serio di passione.
Passione malpadroneggiabile
mi rende molto mobile
sulle sponde del turchino spazio amabile
e volo volo volo con i piedi nell'acqua
e un caffè nella pancia
per mangiare con te.
Abbassando, Abbassando, Abbassando valigie
dentro al porto mi sopporto un po'.
La mia faccia, stanco viaggio, no, non mi dà
coraggio di credere, credere, credere senza domande
le parole che tu non mi puoi dire.
Abbassando, Abbassando, Abbassando la testa
mi conforto e non ci penso più
mi son detta: "Lascia stare.
E'una storia popolare."
e vale, vale, vale una canzone
nel parlare ludico di passione.
Passione malpadroneggiabile
mi rende molto mobile
sulle sponde del turchino spazio amabile
e volo volo volo con i piedi nell'acqua
e un caffè nella pancia
per mangiare con te
Vale, vale, vale una canzone
nel parlare ludico di passione.
Passione malpadroneggiabile...

-Assenze-








Pompa il sangue dal cuore,
è un ritmo incalzante che investe le fibre del corpo
e della mente
"Il rapporto tra uomo e donna viaggia sul limite dell'impossibile"
scrivevo, scrivo.

Il dosaggio ormonale troppo ancora accellerato
per essere dismesso.
Una strumentalità dei corpi e di un bisogno
che resterà insoddisfatto (sempre)
sarà la nuova cifra.

Osservo dall'alto la folla umana:
piccoli maschietti e femminucce che giocano
in un movimento energico e altalenante;
tanti piccoli fratelli e sorelle
persi, ognuno, nelle mura della propria solitudine.

martedì 19 febbraio 2013

-Un nuovo, gentile giorno che rinasce-


Carezza la sua pelle un vento fresco e delicato di primavera,
scende sul mio corpo il calore di questo nuovo giorno.
Rinasce, mai identico a se stesso
affondando le radici in stasi  antiche
e riporta di colpo, d’improvviso, la mente in posizione centrale.

Così, la circolarità del vivere,
il divenire continuo, incessante
si nutre della nostra presenza, di quel che siamo e di quel che diamo.
La spirale ingrossa la sua potenza o la diminuisce
a seconda dei casi, dell’essere.

Lei vive di fiori di carta gentili
nel suo piano di terra di socialità,
di silenzi e di amore.
Come un cigno sordo si muove in eleganza
entro il mondo di silenzio che la circonda.

Non lesina il contatto, il profumo antico di un caffè che sparge l’essenza nei vicoli.
I vicoli di questa atavica città che tutto comprende, rinasce e decade.
Con lei si potrebbe decadere, come soldatini  in un teatro di bimbo.
Come se  l’essere lì dentro  fosse, solo ed in sé stesso,  una forma di vita. 

domenica 10 febbraio 2013

-Notte-

Triste, non triste
Vero o non  vero,
a che vale?

Giro lo sguardo:
la trovo, eccola,
sul ciglio di un appendino
la mia veste da camera.
Benedetta, mi veste le nudita'.

venerdì 8 febbraio 2013

-Dal tempo del pressapoco all'universo della precisione-


Questo tempo imposto da violentare
 vorrei
questi tempi imposti da violentare
 si devono.
"Dal tempo del pressappoco all'universo della precisione"
in un passaggio obbligato
e la parola non deve mancare.
La cerco, scavo
e l'occhio acceso su questa realtà
mi impedisce il trovarla.

Immagini, emozioni
scavo
cerco:
"Affondare nel tuo corpo di morbidezza vorrei
socchiudere gli occhi nel tuo infinito,
nuotare entro lo scuro di te,
sfiorare con le labbra morbide la tua anima in attesa.

In un'estasi di piacere far perdere te
senza che una possibile via di uscita si possa trovare.
In un labirinto senza uscita
con tutte quelle possibili  da annichilire
cosicchè anche il pensiero del come fare
possa svanire, come un mai esistito, un mai nato.

In questo scorrere di vite disordinate, di tempi inorganici
ascolto un pensiero, di gioia(?)
che mi appresta un sentire diverso, represso, riperso?
In questo scorrere di vita me abbandono in un sentire 
di piacere, di gioia non funzionale,
non organizzata, non indirizzata, non finalizzata.
Me abbandono persa in un'idea di non ritorno.

giovedì 7 febbraio 2013

-Jules Laforgue-


-La sigaretta-
Sì, questo mondo è piatto, e quanto all'altro, frottole.
Senza speranza vado mansueto alla mia sorte;
per ammazzare il tempo, aspettando la morte,
fumo in faccia agli dei sottili sigarette.


Su,viventi, affannatevi, o scheletri futuri.
Me, l'azzurro meandro che verso il cielo si torce
mi sprofonda in un'estasi infinita e m'addorme
come ai morenti aromi di mille bruciatori.


Ed entro nel fiorito eden dai sogni chiari,
dove elefanti in fregola si intrecciano alla fioca
danza delle zanzare, in fantasiosi valzer.


E quando poi pensando ai miei versi mi scuoto,
contemplo, il cuore pieno di dolce gioia,il caro
mio pollice arrostito come un cosciotto d'oca.

mercoledì 6 febbraio 2013

-Paradiso perduto-





Nel buio dell'esistenza
lì dove tutto è sordo
rimbomba la voce della mia disperazione.

Cavalieri senza armature
piegati al gioco crudele
di questa bassa umanità.

Immersi tutti in questa melma viscida
di sentimenti calpestati, sviliti.

Contrasta su tutto ciò il cielo chiaro, limpido,
conferma, da sè, l'altro.

L'altro di amore, di cura, di rispetto e tenerezza.
Quell'altro nel quale bisognerebbe essere  immersi
nella forma di un Eden,
di un Paradiso perduto..

martedì 5 febbraio 2013

da Identità e riconoscimento tra individuo e gruppo di Andrea Porciello


Che poi mi stupisco sempre di piu' nel constatare quanto la base del pensiero di  coloro che si definiscono come vicini alla concezione comunitaria sia identica, se non sovrapponibile, a quella liberale!:

La differenza tra uno Stato inteso in senso comunitario ed uno Stato inteso in senso liberale si sostanzia nella concezione liberale di uno Stato che “ non ci riconosce in quanto portatori di determinati valori comuni o (ancora peggio) in quanto facenti parte di una determinata etnia, e dunque in quanto ad esempio bianchi, eterosessuali, cattolici etc…., ci riconosce semplicemente in quanto esseri umani, in quanto entità degne di essere considerate a prescindere dall’idea del bene sviluppata all’interno della rispettiva comunità di riferimento. L’idea di neutralità politica finisce,così facendo, col coincidere con quella di un dialogo razionale tra soggetti moralmente e culturalmente distanti, in quanto recanti concezioni del bene differenti, se non addirittura antitetiche, che, mettendo da parte le convinzioni controverse, retrocedono su di un terreno neutro nel tentativo di pervenire ad un accordo politico di convivenza pacifica che si fondi su principi accettabili da tutte le parti in gioco. A partire da tali basi, i liberali ritengono possibile che persone provenienti da comunità  che manifestano differenti dottrine comprensive, non dimeno possano affermare ragionevolmente la stessa concezione politica, e abbracciare un nucleo di valori politici sulla cui base strutturare i rapporti di riconoscimento reciproco, approdando così facendo ad un “regime costituzionale multiculturale”.

-Le relazioni d'incertezza-




"[...]come svuotata di qualsiasi sostanza, quale "corpo" l'opera d'arte moderna puo' ancora offrire alla nostra attenzione? Piu' il suo statuto, le sue frontiere, i suoi mezzi e il suo fine diventano incerti tanto piu' imponenti e imperiosi diventano al contrario i sistemi per raccoglierla, conservarla, esporla e spiegarla. Ed ecco che una vera e propria scienza museografica si mette in moto per delimitare un oggetto che si assottiglia sempre piu'. Fra l'occhio dell'osservatore e l'oggetto si frappone un apparato tanto piu' pesante e imperativo quanto piu' ambigua è la natura stessa dell'oggetto. Costruzioni di cemento, di acciaio e di vetro, dotate di macchinari ingegnosi, e monumenti di carta-scritti teorici, manifesti, analisi di ogni tipo, si consacrano alla gnoseologia di un oggetto che si fa sempre piu' raro e, in ogni caso, sempre piu' evasivo. Come in fisica fondamentale, si costruiscono macchine sempre piu' grandi per osservare fenomeni sempre piu' piccoli."
Jean Clair, Critica della modernità

lunedì 4 febbraio 2013

-Ombre sul cuore-




Ombre sul mio cuore
ottenebrano.

Interno mai pienamente mutabile in esterno.
Battaglia incombattibile.
Resa incondizionabile.
Contrapposizione irrisolvibile.

Essere imperfetto per definizione: sentire-essere.
Tutto ciò è.

domenica 3 febbraio 2013

-Non tutto è quello che sembra-





Nella penombra il tuo corpo nudo mi appare,
curvo su di sè in quest'atto di pudica meraviglia.

Cerchio non chiuso racchiude, in sè,
un dramma chiamato vita.
Tanti piccoli deliri iscritti nella sua geografia.
Come orgasmi incompiuti,
tensioni nell'atto di.

In questa notte di febbraio che mi ostino
a confondere in giugno o in ottobre
una presenza muta accompagna il mio, di corpo, sordo.

L'apparenza dei sè si scoglie dentro,
nel dentro, in quel territorio
entro il quale pochi osano scavalcare le recinzioni.

In presenza sorda accompagni me.
Il me delle mie risate, il me delle mie ombre.
Chiudi, tu stesso ombra onnipresente, il senso del mio me.

venerdì 1 febbraio 2013

-L-W.-

Noi quando siamo davanti qualche cosa, a qualche particolare intanto possiamo comprenderlo in quanto stabiliamo dei rapporti tra questo particolare e altri particolari che hanno con il primo una serie di connessioni che si configurano come somiglianze o come differenze. Quello che ci mette  in grado di cogliere tali somiglianze e differenze non è l'intelletto, non è la ragione, non è una situazione intellegibile, ma è una dimensione sensibile, è un sentire, un cogliere di colpo, una netta, sostanziale differenza tra l'intelligere e il sentire. Il sentire è ciò che ci permette di cogliere ciò che accomuna un insieme di particolari e di dati.
Riuscire a comprendere ciò che sta davanti a noi. La filosofia non ha il compito di rivolgersi a qualcosa di nascosto perchè non c'è nulla di nascosto. Dobbiamo saperlo guardare

-L.W.-

-Ludwig Wittgenstein-

"Solevo credere che il linguaggio ci desse un quadro del mondo, ma non puo' darci un quadro di come arriva a questo. Questo sarebbe come cercare di vedere voi stessi attraverso qualcosa; come possa fare ciò il linguaggio è inesprimibile. Questo è il mistero! Era tutto sbagliato! Il linguaggio non è affatto un quadro, è un attrezzo, uno strumento. Non c'è un solo quadro del mondo, ma molti d differenti giochi linguistici, differenti forme di vita e di fare cose con parole, non tutti sono legati insieme. I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo. Continuiamo ad arrampicarci sulle pareti della nostra gabbia. Io...mi dispiace molto...oggi il vostro insegnante non vale niente...mi sento svuotato...scusate"