Noi quando siamo davanti qualche cosa, a qualche particolare intanto possiamo comprenderlo in quanto stabiliamo dei rapporti tra questo particolare e altri particolari che hanno con il primo una serie di connessioni che si configurano come somiglianze o come differenze. Quello che ci mette in grado di cogliere tali somiglianze e differenze non è l'intelletto, non è la ragione, non è una situazione intellegibile, ma è una dimensione sensibile, è un sentire, un cogliere di colpo, una netta, sostanziale differenza tra l'intelligere e il sentire. Il sentire è ciò che ci permette di cogliere ciò che accomuna un insieme di particolari e di dati.
Riuscire a comprendere ciò che sta davanti a noi. La filosofia non ha il compito di rivolgersi a qualcosa di nascosto perchè non c'è nulla di nascosto. Dobbiamo saperlo guardare
venerdì 1 febbraio 2013
-L.W.-
-Ludwig Wittgenstein-
"Solevo credere che il linguaggio ci desse un quadro
del mondo, ma non puo' darci un quadro di come arriva a questo. Questo sarebbe
come cercare di vedere voi stessi attraverso qualcosa; come possa fare ciò il
linguaggio è inesprimibile. Questo è il mistero! Era tutto sbagliato! Il
linguaggio non è affatto un quadro, è un attrezzo, uno strumento. Non c'è un
solo quadro del mondo, ma molti d differenti giochi linguistici, differenti
forme di vita e di fare cose con parole, non tutti sono legati insieme. I
limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo. Continuiamo ad
arrampicarci sulle pareti della nostra gabbia. Io...mi dispiace molto...oggi il
vostro insegnante non vale niente...mi sento svuotato...scusate"
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