Dalle prime pagine dell'interessantissimo libro di Gunther Anders "L'uomo è antiquato" pubblicato per la prima volta nel 1956, estraggo questo brano nel quale l'autore cerca di approfondire il suo concetto di vergogna prometeica, la vergogna che lui attribuisce all'essere umano nei confronti dei suoi prodotti e che avrebbe la capacità di modificargli la struttura psichica e il suo stare nel mondo.
Spunto di riflessione è anche il testo nella nota nella quale si evidenza la base teorica della società borghese e la sua origine nell'individualsimo.
"...cercando di approfondire in cosa consista e da dove si origina la vergogna prometeica "trovo che il suo oggetto fondamentale, ossia la " macchia fondamentale" di chi si vergogna, e' l' origine. T. si vergogna di essere divenuto invece di essere stato fatto, di dovere la sua esistenza, a differenza dei prodotti perfetti e calcolati fino nell' ultimo particolare, al processo cieco e non calcolato e antiquatissimo della procreazione e della nascita.
(...) Ma se egli vergogna di questa sua.origine antiquata, si vergogna naturalmente anche del risultato difettoso e inelluttabile di questa origine: di se stesso."
Dalla nota:
L'ultimo tentativo di sconfessare il natum esse proviene dalla rivoluzione borghese, particolarmente dalla filosofia che l' accompagna" ossia da Fichte con una connotazione esclusivamente morale-politica e posteriormente da Heidegger dove il significato politico e' completamente eluso, lasciando la spazio a quello intimistico.
Spunto di riflessione è anche il testo nella nota nella quale si evidenza la base teorica della società borghese e la sua origine nell'individualsimo.
"...cercando di approfondire in cosa consista e da dove si origina la vergogna prometeica "trovo che il suo oggetto fondamentale, ossia la " macchia fondamentale" di chi si vergogna, e' l' origine. T. si vergogna di essere divenuto invece di essere stato fatto, di dovere la sua esistenza, a differenza dei prodotti perfetti e calcolati fino nell' ultimo particolare, al processo cieco e non calcolato e antiquatissimo della procreazione e della nascita.
(...) Ma se egli vergogna di questa sua.origine antiquata, si vergogna naturalmente anche del risultato difettoso e inelluttabile di questa origine: di se stesso."
Dalla nota:
L'ultimo tentativo di sconfessare il natum esse proviene dalla rivoluzione borghese, particolarmente dalla filosofia che l' accompagna" ossia da Fichte con una connotazione esclusivamente morale-politica e posteriormente da Heidegger dove il significato politico e' completamente eluso, lasciando la spazio a quello intimistico.