giovedì 24 maggio 2012

-Il suono del silenzio-




Perché anche il silenzio ha un suono,
potrebbe essere il suono della speranza,
no, solo silenzio.
Il suo suono,
il suono del silenzio.

Questo silenzio che parla nella notte,
che bisbiglia la tua voce compatta,
che, nella notte, la bisbiglia.

Questo suono che mi carezza il cuore.
Questo suono che è solo silenzio.

mercoledì 23 maggio 2012

-In una parola-




Dirompente la mia forza
squarcia le tue aspettative,
i tuoi immaginari futuri
immobilizzati in un tempo da finire.

Serena la tua esitazione
Non mi apre squarci di pensiero.

martedì 22 maggio 2012

-Passaggi-




Lacrime  di cera
 asciugano il mio cuore.
Gocce di pioggia impolverate
 chiudono il mistero del ricordare,
del mio ricordare.
In questa fugace chiusura
in questo flebile passare.

lunedì 21 maggio 2012

-Ho immaginato-

Tra alterne fortune ho immaginato la mia vita.
L' ho immaginata al caldo di un focolare
ora ardente, ora sbiadito.

Un tizzo di fuoco che sempre mi attendesse
al crocevia di movimenti instabili.
Ho immaginato.

-Amicizia-

Tu, piccolo grande uomo che mi hai lasciata
cosi', in questa interdizione agghiacciante.

Ammutolita statua in sul ciglio di un'alta collina.
Immobile, fissa in quell' attimo-che perdura-di abbandono.

Tu, altro GrandePiccolo uomo amico
che accompagni i miei sentieri
fedele, nei tuoi occhi color nocciola nei miei.

sabato 19 maggio 2012

-Sognatrice solitaria-

Per te, viso di donna,
compiaciuto nella sua bellezza estatica.
Passeggera solitaria
in tra le pagine di un libro compiuto.

Sognatrice solitaria
 de 'Le notti bianche',
bianche come la composta,
rinascimentale bellezza delle tue linee,
conchiuse come un ricordo,
mutevoli nei tuoi passaggi
e nelle movenze sfuggenti.

Di fluenti riccioli d'oro
questo istante adornato,
fermo, bloccato in eternita'.

-Acciaio-




Valigie piene di speranza,
stuoli di foglie secche,
folate di vento mi portano a te.

Danza la mia risata,
gira la mia risata per te,
per te Milord, mia adorata imperfezione.

Per te, odore di terre lontane.
Sapore residuale di bianca schiuma di latte.
Per te, residuale come sapore di latte appena scaldato.

giovedì 17 maggio 2012

-Questo-




Questo tempo che sa di eterno,
  ma eterno non è.
Come una nota stonata
 come un pensiero privo di parola
  che pensiero non è.
Questo tempo che passa
 che sfugge.
Questo corpo inchiodato che vorrebbe fuggire anch’esso,
  ma fuggire non puo'.

mercoledì 16 maggio 2012

-Appunti-

[...] E' fin troppo certo che vi è un abuso della storia che è come la prova indiretta di una incapacità alla creatività originale: è davvero troppo ottimistico credere, alla maniera hegeliana, che creare sia per lo spirito sviluppare ed introdurre sulla scena della storia il momento dialettico, che consentirà ad ogni riflessione successiva di mostrare che tutto cià che l'ha preceduta era necessario, ponendo così la storia proprio come organo della filosofia.


[...]in filosofia non si conoscono inizi assoluti, ogni pensiero filosofico è  una continuazione.


[...]La "storia delle variazioni" solo per un dogmatico e uno scettico diventa fatale perchè nè l'uno nè l'altro ammettono che lo spirito possa trascendere le forme in cui si realizza in un dato momento. Ma il filosofo, a parte i suoi momenti peggiori, non è nè un dogmatico nè scettico.


[...]si puo' osservare che temi e dottrine filosofiche vanno incontro a una usura graduale, che lo slancio a poco a poco si attenua, che la  vena filosofica si esaurisce. Una filosofia, così come una scuola nel campo artistico, è soggetta a quelle trasformazioni che sono state  egregiamente messe in risalto dal Deonna nella storia dell'arte: a mano a mano che  si allontana dalle sue origini e dall'ambiente che le ha dato vita, il pensiero si fa prendere dal manierismo, dal gusto arcaicizzante, e da tutte le complicazioni  barocche.[...]

Da La filosofia e il suo passato di Emilie Brehier.

lunedì 14 maggio 2012

-Per un compleanno che non ci sarà piu'-






Dita carezzevoli in volute morbide di capelli.
Riccioli di cuore che si increspano.
E questo tempo che passa approssimandomi al tuo infinito.
A te che sei divenuto un infinito.

giovedì 10 maggio 2012

-Rubarle lo scettro-


Gli occhi fisici socchiusi.
Ottenebrata l’apparenza dell’esistenza.

Volgere, così, una domanda, un pensiero
 all’inconcedibile.

Strapparle la pretesa.
In un gioco di specchi rubarle lo scettro,
la falce acuminata, tagliente.
Rotearla nell’aere e giocare con lei.

L’illusione sempre di essere.

-Lingua 1-

La mia domanda. Quanto sono vicino con una domanda.
Le nuvole sono i miei berretti piu' vicini nel
cielo in movimento. Parlare sulla terra.
Come muoiono in velocità e in bellezza. Mi sono spaventato per poterti piacere oggi.
Quasi non mi si chiudono i bottoni della camicia.
Cosa dico?
-Peter Waterhouse-

mercoledì 9 maggio 2012

-Oltre-


Un’immagine improvvisa passa
Indecifrabile, indefinibile
Non inerisce la mia vita.
Ne è fuori.
Schizza in me.
Ispirazione della schizofrenia
Schizofrenia dell’ispirazione
Ispirazione schizofrenica.
Oltre la medicalizzazione degli scomparti dell’esistenza
-lì dove il potere non nicchia con il suo cappello-. 

lunedì 7 maggio 2012

Poesia, Licini



Chi cerca suole mai trovare certezza.
Io cerco sempre senza mai trovarla
una certezza dove poter gettare
tutte le forze di una mia lontana
miracolosa vita forse sognata
forse trascorsa un poco troppo
col cuore nella mano
col cuore e col pensiero nella mano
un poco troppo bella dell’anima
ch’io cerco ancora
senza mai stancarmi
troppo sperando
d’incontrarla un giorno.

-Distesa-

Distesa,
le braccia conserte
al limitar del cuore
stringono il diaframma.
Lo contengono, lo sostengono
In questa tarda e buia notte di dolore.


domenica 6 maggio 2012



Il mio cuore trabocca, cosa potrà arginare quel fiume in piena?
Come tenerlo fermo, esortarlo di smetterla.
Impedirgli di parlare!
Dire a quel flusso esondante di fermarsi.
"Fermati!", gli ordino, ma lui di me non si cura.

Ecco, lo vedo!
Un pericolo all'orizzonte si avvicina,lo minaccia,
ma il mio cuore è un cuore bambino
e non ascolta le parole del saggio pensare.
Vuole correre, straripare, inondare l'amato e farlo suo,
con lui danzare, farlo danzare con lui, come sasso che rotoli in un fiume in piena.
Un fiume che si diverte ad innalzarlo, a farlo dolcemente ricadere.

Eccolo, il pericolo, lo vedo!
Inabissa.
Me vuole sterminare.
Ma il mio cuore si volta incurante, di lui non si cura.
Gli gira le spalle e ride ride con tutto il fiato che ha in gola.

Grida, grida cuore mio!
Vivi, vivi cuore mio!
Non ti curar di loro.
Lascia alle tenebre il loro spazio, lascia che si divertano anche loro.
Vivi, vivi cuore mio.

giovedì 3 maggio 2012

-Parole-




Ti cercavo,
tu cercavi me.
Era una perdita dei sé in abbracci immaginari
lievi, delicati, ma intensi.
A sopraggiungere su di noi una cappa nera come la morte,
buia come il profondo mare.
Lì dove un solo sé
Si perde da se stesso.

-Oggi penso che...-

Sono felice perche' ho realizzato almeno uno dei miei quattro sogni, avere un figlio.

domenica 29 aprile 2012

-Il mio uomo-





La mente del mio uomo deve essere integgerima
non immacolata
La mente del mio uomo deve essere senza pecche
Impeccabile

sabato 28 aprile 2012

-Charles-


Penso a quanti uomini come lui possono nascere, immagino che cio' accada molto raramente. Io lo vedo come una Stella luminosa stagliata nel blu intenso e scuro della notte. 

Da "La mia autobiografia", Charles Chaplin.

"Ricordo una sera nella nostra unica stanza del seminterraneo di Oakleu Street. Ero a letto, in convalescenza dopo un attacco febbrile. Sidney era uscito per andare alla scuola serale e io e mia madre eravamo rimasti soli. Calava la notte, e lei sedeva con le spalle alla finestra, leggendo, recitando e spiegando nel suo modo inimitabile il Nuovo Testamento e l'amore e la pietà di Cristo per i poveri e per i bambini. Forse dipese dall'anormalità delle mie condizioni, ma in quel momento ella mi diede la piu' luminosa e affascinante interpretazione di Cristo che da allora io abbia mai visto o sentito. Parlò della Sua tollerante comprensione per i peccatori, della donna che aveva peccato e doveva essere lapidata dalla folla, e delle parole che Cristo disse loro:" Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra".
Leggeva nella penombra. S'interruppe solo per accendere il lume, poi parlò della fede che Gesu' ispirava ai malati, che per guarire dovevano solo toccarGli un lembo della veste.
parlò dell'odio e della gelosia dei Sommi Sacerdoti e dei Farisei, e descrisse Gesu' e il suo arresto e la Sua calma dignità al cospetto di Ponzo Pilato il quale, lavandosi le mani, disse (e qui ricorreva a tutto il suo istriniosmo): "In quest'uomo non vedo colpa alcuna". Parlò di come Lo avevano spogliato e flagellato e, mettendoGli sulla testa una corona di spine, Lo avevano coperto d'insulti e si sputi, dicendo:"Salve, Re dei giudei!".
Continuando la lettura, le si empirono gli occhi di lacrime. Parlò di Simone, che Lo aveva aiutato a portare la croce, e dell'occhiata di profonda gratitudine che gli aveva rivolto Gesu'; parlò di Barabba, il ladrone, che moriva con Lui sulla croce chiedendo perdono, e di Gesu' che diceva: "Oggi sarai con me in Paradiso". Di quando, dalla croce, abbassando gli occhi su Sua madre, Egli disse: "Donna, guarda tuo figlio". E di quando, alla fine della Sua straziante agonia, gridò: "Mio Dio, perchè mi hai abbandonato?". E a questo punto scoppiammo in lacrime tutti e due.
"Non vedi" disse piangendo mia madre "com'era umano? Come tutti noi, anche Lui fu assalito dal dubbio".
Mia madre mi aveva talmente commosso che avrei voluto morire quella stessa notte pera andare incontro a Gesu'. Ma lei non era altrettanto entusiasta. "Gesu' vuole prima che tu viva e si compia qui il tuo destino" disse. Nella stanza buia del seminterraneo di Oakley Street mia madre mi accese della fiamma piu' ardente che questo mondo abbia mai visto, e che da allora ha sempre arricchito teatro e letteratura con i suoi temi piu' grandi e appassionati: pietà, amore e umanità."