mercoledì 16 maggio 2012

-Appunti-

[...] E' fin troppo certo che vi è un abuso della storia che è come la prova indiretta di una incapacità alla creatività originale: è davvero troppo ottimistico credere, alla maniera hegeliana, che creare sia per lo spirito sviluppare ed introdurre sulla scena della storia il momento dialettico, che consentirà ad ogni riflessione successiva di mostrare che tutto cià che l'ha preceduta era necessario, ponendo così la storia proprio come organo della filosofia.


[...]in filosofia non si conoscono inizi assoluti, ogni pensiero filosofico è  una continuazione.


[...]La "storia delle variazioni" solo per un dogmatico e uno scettico diventa fatale perchè nè l'uno nè l'altro ammettono che lo spirito possa trascendere le forme in cui si realizza in un dato momento. Ma il filosofo, a parte i suoi momenti peggiori, non è nè un dogmatico nè scettico.


[...]si puo' osservare che temi e dottrine filosofiche vanno incontro a una usura graduale, che lo slancio a poco a poco si attenua, che la  vena filosofica si esaurisce. Una filosofia, così come una scuola nel campo artistico, è soggetta a quelle trasformazioni che sono state  egregiamente messe in risalto dal Deonna nella storia dell'arte: a mano a mano che  si allontana dalle sue origini e dall'ambiente che le ha dato vita, il pensiero si fa prendere dal manierismo, dal gusto arcaicizzante, e da tutte le complicazioni  barocche.[...]

Da La filosofia e il suo passato di Emilie Brehier.

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