mercoledì 12 febbraio 2014
-Appunti sparsi su Idealismo e Materialismo
«Nel calcolo – e già Leibniz aveva concepito l’idea della sua supremazia – Hegel vide il pericolo di una meccanizzazione della logica intera, anzi, la cosa peggiore che potesse capitare alla scienza della logica e quindi alla filosofia. Nel frattempo questo processo si è concluso con la scomunica di ogni moto spirituale che non possa essere esattamente quantificato e calcolato, e che non si assoggetti ai controlli universali. Quell’istanza che un tempo era giustamente rivendicata contro la fede antiquata nell’autorità, in nome dell’umanità: la rinuncia a tutte le concezioni dell’uomo e della natura che non fossero verificabili, ora si trasforma nella repressione di qualsiasi senso. Il linguaggio diventa un puro strumento nell’onnipotente apparato di produzione della società moderna» (Max Horkheimer, Sul concetto della ragione, 1951). 1) [...]
[…]il riduzionismo economicista che fa dell’individuo un triviale homo economicus non è opera di Marx, ma della prassi capitalistica che ha nel profitto, e nella sua realizzazione più potente e alienante: il denaro, i biblici alfa e omega. Economicista è la realtà capitalistica, non il pensiero marxiano che ha cercato piuttosto di penetrarne l’essenza storica e sociale per afferrare la possibilità della liberazione che si cela in essa. Liberazione di tutti gli individui. In questo sforzo critico la dialettica hegeliana, recepita anch’essa in termini critici, ha giocato un ruolo centrale, e il comunista tedesco non ha smesso un solo giorno di riconoscerlo.
I critici «triviali» di Marx non hanno capito che materialista è in primo luogo la società borghese, in quanto assoggettata a un’oggettività sociale che sfugge, per l’essenziale, al controllo razionale degli individui, sottoposti anch’essi al doloroso processo di reificazione che investe l’intero spazio sociale. La razionalità scientifica che informa in modo sempre più capillare e totalitario la prassi sociale di questa epoca storica poggia su un fondo necessariamente irrazionale, il quale rende possibile le più apocalittiche delle avventure.
Il Regno dell’Idea, per esprimermi indegnamente con il fecondo linguaggio della filosofia “umanista”, inizia quando l’uomo acquista potere sulle cose (le quali rimandano continuamente a peculiari rapporti sociali), mentre oggi accade il contrario. Insomma, «Non basta che il pensiero tenda a realizzarsi, la realtà deve tendere se stessa verso il pensiero» (K. Marx, Per la critica della filosofia del diritto di Hegel). Il pensiero al potere! 2) [...]
-1) da PERCHÉ NON POSSO DIRMI (SEMPLICEMENTE) ATEO, sebastianoisaia.wordpress.com, 10 luglio 2012;
-2)da Hegel alla guerra dell'euro, sebastianoisaia.wordpress.com, 21 luglio 2013.
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