martedì 7 agosto 2012

-Lei-

Di roccia granitica,
il tuo involucro di pelle,
mi respinge da se'.

In abissi di incertezza,

in un cieco andare,
mi dibatto.

Maschera grottesca, affamata

avida di qualcosa che non sa, che non vede.

Essere in una pudica vergogna

di qualcosa che non sa.

venerdì 27 luglio 2012

-Vuoto-





E per non continuare a fingere che non ci sia,
Lui che ritorna sempre
ad ogni colpo di vita, fedele.

Rivederlo negli occhi imbalsamati di pianto,
risentirlo nelle labbra impiastricciate di dolore.

Un tonfo sordo che ripercorre le cavità
di questo corpo.

Ritrovarlo ad ogni incrocio di strade non percorse
e in quel vuoto sentire risuonare la sua lucida presenza.

La presenza di Lui, questo vuoto freddo
che sprofonda e risale dal cavo e che ritorna.

Sempre.

venerdì 13 luglio 2012

-You don't know-




La mia anima tocca terra
e polvere sporca.

Reclama il diritto di non essere salvata da questo,
da questo che esiste,
da questo stare
-I am-

Tu non sai
-You don’t know-
quanto si puo’ preparare un suicidio del corpo,
un suicidio tanto pensato, tanto atteso.

Una vita determinata solo da questo andare,
da questo incedere del tempo
che solo la risolve in sé stessa.

Forma di spirale che, nella sua fine mai conclusa,
cerca incessantemente il filo della sua origine.







mercoledì 27 giugno 2012

-Monadi-


"Comunque il pensiero che miliardi di singole entità, nonostante siano reciprocamente cieche, debbano comunque creare insieme un "mondo", proprio un mondo, proprio un sistema-mondo, mi sembra privo di senso e addirittura contraddittorio. E anche l'affermazione che tutte queste monadi, nonostante la loro totale cecità reciproca, stiano bene insieme le une con le altre grazie  a un'"armonia prestabilita"; e inoltre in virtu' di questo stare bene insieme dimostrano addirittura l'esistenza di un elemento prestabilizzatore, ovvero l'esistenza dio Dio, questa affermazione non puo' essere accettata da nessun uomo sensato, era soltanto una dichiarazione ingannevole, con la quale Leibniz voleva evitare che lo si ritenesse un eretico come quell'altro, il nostro misterioso progenitore che egli aveva visitato in tutta segretezza in Olanda".
G.Anders, La battaglia delle ciliege

La storia qui raccontata si svolge all’interno di una casa nel centro storico di Napoli  in una serata afosa. 
Le finestre aperte per la grande calura, permettevano all'aria fresca di entrare e sfiorare i corpi affaticati e caldi.
Il televisore acceso trasmetteva il film Kung Fu Panda 2.  La scena era quella nella quale il panda scopriva di non essere figlio naturale del suo papà che lo aveva cresciuto, comunque, con tanto amore.
Il momento in cui il Panda entra in crisi cominciando a porsi la domanda esistenziale sul “Chi sono”.
Uno dei due corpi stesi sul divano letto era di una mamma, l’altro del figlio di 7 anni.
La mamma si volta verso il figlio e gli spiega il senso della storia, allora il bimbo dice, come in un impeto di consapevolezza: “E’ vero, ma io chi sono? E tu chi sei? Chi siamo?”
La mamma: “Questo è un grande problema, siamo un nome, il nostro nome e siamo le azioni che facciamo, nessuno sa chi è”.
Il bambino, perso ormai nei sentieri del suo pensare: “Io sono figlio tuo e di papà, tu sei figlia di tua mamma e tuo papà, tua mamma è figlia di un'altra mamma e di un altro papà…e poi? Prima, prima, da dove veniamo?”


mercoledì 20 giugno 2012

-Abissi-







In abissi di melanconia
gioco a perdermi per ritrovarmi
-pezzi di me  dispersi in un cieco andare senza senso-
li ritrovo in una figura di morto
sepolto nella terra nuda.

Mi ritrovo così a sentirmi viva nel pensare ad un corpo morto.

Questo lutto che non puo’ esistere.
Questa morte che sostituisce la vita
o questa vita che sostituisce la morte.
Come l’uno o l’altro,
come un sole e una luna che si alternano.

In un cielo notturno annebbiato
dai fumi dell’alcol
li ho visti entrambi
scagliati lì nel fondo del mio abisso. 


venerdì 8 giugno 2012

-Veleno-


Fiele velenosa scende
dal cavo dell’esistenza
e vi si ribalta fuori
spandendo il suo
sapore di miele rancido.

Dallo stomaco all’estremità
della mano
chiusa in un pugno vigoroso
che si scagli su quanto di piu’ orrido
quella parte di umanità
chiamata lerciume
possa concepire
nella sua mente deviata.

Una catena di male
che un piccolo, fragile essere
riesca a spezzare.

Ribellandovisi,
quando sarà.

mercoledì 6 giugno 2012

-Insperanze-




Un non senso graffiante
esplode questo microcosmo
nel quale ognuno immagina,
bambino spaurito o fiducioso,
di potere, di avere qualcosa.

Una cosa di desiderio, di sogno:
una cosa.
Un giocattolo graffiato,
usato, riusato che gira
in questo piccolo universo
di speranze insperabili. 

martedì 5 giugno 2012

-Un viso-


Sfiorano le mie dita
una triste verità antica
per tanto tempo negata.

 ma

Sfiorano i miei occhi
la bellezza nascosta dei tuoi,
belli e profondi.
Quegli occhi che penetrano
nella mia anima e la fanno sobbalzare.

Della tua bocca farei banchetti,
della tua lingua morbida pasti succulenti,
della tua pelle levità per il mio sapore,
del tuo corpo un peso da sentire sul mio.

Delle tue mani farei materia da scultore,
una materia viva,
che,  in loro, me, trasfiguri.

domenica 3 giugno 2012

-La disperazione-


Prende possesso di me
questo dolore e brucia dentro.
Dalla bocca fuoriesce un rumore strozzato e
dalla pancia una ribellione,
un vomito che vorrebbe esplodere.
So che non deve essere strozzato.
So che deve fuoriuscire libero.
Braccia che lo accompagnano,
voci che mi esortano,
dove siete?

Nascoste nelle pieghe della mia memoria.
Cristalli di ricordi luminosi
che, a luce spenta,
illuminano il mio cervello.

mercoledì 30 maggio 2012

-Ritorni-





Scende nel mio cuore
il tuo dolore distratto
e, con esso, quello che era lei.

In una distrazione fatale
smarristi la bussola del tempo
-tra una pillola inzuppata ed una polverina di troppo-.
In quei  ritmi troppo incalzanti per ciè che eri.

Ti inscrivesti nell’eternità
come stella lucente.

Espropriato in un attimo fu il senso della fugacità,
questa fugacità che da mane  a sera ci accompagna
come quel vizio troppo invadente che ci si attacca addosso
e che mai ci libererà.

Come una sua riserva torni a me.

martedì 29 maggio 2012

-Rispecchio-


Una carezza solleva il tuo sudario.
Le composte cicatrici che,
dalla mente violata,
diffondono sulla pelle,
mi parlano di me.

In te rispecchio la mia umanita'
che rifugge il potere
in qualsiasi sua forma.

giovedì 24 maggio 2012

-Il suono del silenzio-




Perché anche il silenzio ha un suono,
potrebbe essere il suono della speranza,
no, solo silenzio.
Il suo suono,
il suono del silenzio.

Questo silenzio che parla nella notte,
che bisbiglia la tua voce compatta,
che, nella notte, la bisbiglia.

Questo suono che mi carezza il cuore.
Questo suono che è solo silenzio.

mercoledì 23 maggio 2012

-In una parola-




Dirompente la mia forza
squarcia le tue aspettative,
i tuoi immaginari futuri
immobilizzati in un tempo da finire.

Serena la tua esitazione
Non mi apre squarci di pensiero.

martedì 22 maggio 2012

-Passaggi-




Lacrime  di cera
 asciugano il mio cuore.
Gocce di pioggia impolverate
 chiudono il mistero del ricordare,
del mio ricordare.
In questa fugace chiusura
in questo flebile passare.

lunedì 21 maggio 2012

-Ho immaginato-

Tra alterne fortune ho immaginato la mia vita.
L' ho immaginata al caldo di un focolare
ora ardente, ora sbiadito.

Un tizzo di fuoco che sempre mi attendesse
al crocevia di movimenti instabili.
Ho immaginato.

-Amicizia-

Tu, piccolo grande uomo che mi hai lasciata
cosi', in questa interdizione agghiacciante.

Ammutolita statua in sul ciglio di un'alta collina.
Immobile, fissa in quell' attimo-che perdura-di abbandono.

Tu, altro GrandePiccolo uomo amico
che accompagni i miei sentieri
fedele, nei tuoi occhi color nocciola nei miei.

sabato 19 maggio 2012

-Sognatrice solitaria-

Per te, viso di donna,
compiaciuto nella sua bellezza estatica.
Passeggera solitaria
in tra le pagine di un libro compiuto.

Sognatrice solitaria
 de 'Le notti bianche',
bianche come la composta,
rinascimentale bellezza delle tue linee,
conchiuse come un ricordo,
mutevoli nei tuoi passaggi
e nelle movenze sfuggenti.

Di fluenti riccioli d'oro
questo istante adornato,
fermo, bloccato in eternita'.

-Acciaio-




Valigie piene di speranza,
stuoli di foglie secche,
folate di vento mi portano a te.

Danza la mia risata,
gira la mia risata per te,
per te Milord, mia adorata imperfezione.

Per te, odore di terre lontane.
Sapore residuale di bianca schiuma di latte.
Per te, residuale come sapore di latte appena scaldato.

giovedì 17 maggio 2012

-Questo-




Questo tempo che sa di eterno,
  ma eterno non è.
Come una nota stonata
 come un pensiero privo di parola
  che pensiero non è.
Questo tempo che passa
 che sfugge.
Questo corpo inchiodato che vorrebbe fuggire anch’esso,
  ma fuggire non puo'.

mercoledì 16 maggio 2012

-Appunti-

[...] E' fin troppo certo che vi è un abuso della storia che è come la prova indiretta di una incapacità alla creatività originale: è davvero troppo ottimistico credere, alla maniera hegeliana, che creare sia per lo spirito sviluppare ed introdurre sulla scena della storia il momento dialettico, che consentirà ad ogni riflessione successiva di mostrare che tutto cià che l'ha preceduta era necessario, ponendo così la storia proprio come organo della filosofia.


[...]in filosofia non si conoscono inizi assoluti, ogni pensiero filosofico è  una continuazione.


[...]La "storia delle variazioni" solo per un dogmatico e uno scettico diventa fatale perchè nè l'uno nè l'altro ammettono che lo spirito possa trascendere le forme in cui si realizza in un dato momento. Ma il filosofo, a parte i suoi momenti peggiori, non è nè un dogmatico nè scettico.


[...]si puo' osservare che temi e dottrine filosofiche vanno incontro a una usura graduale, che lo slancio a poco a poco si attenua, che la  vena filosofica si esaurisce. Una filosofia, così come una scuola nel campo artistico, è soggetta a quelle trasformazioni che sono state  egregiamente messe in risalto dal Deonna nella storia dell'arte: a mano a mano che  si allontana dalle sue origini e dall'ambiente che le ha dato vita, il pensiero si fa prendere dal manierismo, dal gusto arcaicizzante, e da tutte le complicazioni  barocche.[...]

Da La filosofia e il suo passato di Emilie Brehier.