"Comunque il pensiero che miliardi di singole entità, nonostante siano reciprocamente cieche, debbano comunque creare insieme un "mondo", proprio un mondo, proprio un sistema-mondo, mi sembra privo di senso e addirittura contraddittorio. E anche l'affermazione che tutte queste monadi, nonostante la loro totale cecità reciproca, stiano bene insieme le une con le altre grazie a un'"armonia prestabilita"; e inoltre in virtu' di questo stare bene insieme dimostrano addirittura l'esistenza di un elemento prestabilizzatore, ovvero l'esistenza dio Dio, questa affermazione non puo' essere accettata da nessun uomo sensato, era soltanto una dichiarazione ingannevole, con la quale Leibniz voleva evitare che lo si ritenesse un eretico come quell'altro, il nostro misterioso progenitore che egli aveva visitato in tutta segretezza in Olanda".
G.Anders, La battaglia delle ciliege
La storia qui raccontata si svolge all’interno di una casa nel centro storico di Napoli in una serata afosa. Le finestre aperte per la grande calura, permettevano all'aria fresca di entrare e sfiorare i corpi affaticati e caldi.
Il televisore acceso trasmetteva il film Kung Fu Panda 2. La scena era quella nella quale il panda scopriva di non essere figlio naturale del suo
papà che lo aveva cresciuto, comunque, con tanto amore.
Il momento in cui il Panda entra in crisi cominciando a
porsi la domanda esistenziale sul “Chi sono”.
Uno dei due corpi stesi sul divano letto era di una mamma,
l’altro del figlio di 7 anni.
La mamma si volta verso il figlio e gli spiega il senso
della storia, allora il bimbo dice, come in un impeto di consapevolezza: “E’
vero, ma io chi sono? E tu chi sei? Chi siamo?”
La mamma: “Questo è un grande problema, siamo un nome, il
nostro nome e siamo le azioni che facciamo, nessuno sa chi è”.
Il bambino, perso ormai nei sentieri del suo pensare: “Io
sono figlio tuo e di papà, tu sei figlia di tua mamma e tuo papà, tua mamma è
figlia di un'altra mamma e di un altro papà…e poi? Prima, prima, da dove
veniamo?”
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