mercoledì 6 giugno 2012

-Insperanze-




Un non senso graffiante
esplode questo microcosmo
nel quale ognuno immagina,
bambino spaurito o fiducioso,
di potere, di avere qualcosa.

Una cosa di desiderio, di sogno:
una cosa.
Un giocattolo graffiato,
usato, riusato che gira
in questo piccolo universo
di speranze insperabili. 

martedì 5 giugno 2012

-Un viso-


Sfiorano le mie dita
una triste verità antica
per tanto tempo negata.

 ma

Sfiorano i miei occhi
la bellezza nascosta dei tuoi,
belli e profondi.
Quegli occhi che penetrano
nella mia anima e la fanno sobbalzare.

Della tua bocca farei banchetti,
della tua lingua morbida pasti succulenti,
della tua pelle levità per il mio sapore,
del tuo corpo un peso da sentire sul mio.

Delle tue mani farei materia da scultore,
una materia viva,
che,  in loro, me, trasfiguri.

domenica 3 giugno 2012

-La disperazione-


Prende possesso di me
questo dolore e brucia dentro.
Dalla bocca fuoriesce un rumore strozzato e
dalla pancia una ribellione,
un vomito che vorrebbe esplodere.
So che non deve essere strozzato.
So che deve fuoriuscire libero.
Braccia che lo accompagnano,
voci che mi esortano,
dove siete?

Nascoste nelle pieghe della mia memoria.
Cristalli di ricordi luminosi
che, a luce spenta,
illuminano il mio cervello.

mercoledì 30 maggio 2012

-Ritorni-





Scende nel mio cuore
il tuo dolore distratto
e, con esso, quello che era lei.

In una distrazione fatale
smarristi la bussola del tempo
-tra una pillola inzuppata ed una polverina di troppo-.
In quei  ritmi troppo incalzanti per ciè che eri.

Ti inscrivesti nell’eternità
come stella lucente.

Espropriato in un attimo fu il senso della fugacità,
questa fugacità che da mane  a sera ci accompagna
come quel vizio troppo invadente che ci si attacca addosso
e che mai ci libererà.

Come una sua riserva torni a me.

martedì 29 maggio 2012

-Rispecchio-


Una carezza solleva il tuo sudario.
Le composte cicatrici che,
dalla mente violata,
diffondono sulla pelle,
mi parlano di me.

In te rispecchio la mia umanita'
che rifugge il potere
in qualsiasi sua forma.

giovedì 24 maggio 2012

-Il suono del silenzio-




Perché anche il silenzio ha un suono,
potrebbe essere il suono della speranza,
no, solo silenzio.
Il suo suono,
il suono del silenzio.

Questo silenzio che parla nella notte,
che bisbiglia la tua voce compatta,
che, nella notte, la bisbiglia.

Questo suono che mi carezza il cuore.
Questo suono che è solo silenzio.

mercoledì 23 maggio 2012

-In una parola-




Dirompente la mia forza
squarcia le tue aspettative,
i tuoi immaginari futuri
immobilizzati in un tempo da finire.

Serena la tua esitazione
Non mi apre squarci di pensiero.

martedì 22 maggio 2012

-Passaggi-




Lacrime  di cera
 asciugano il mio cuore.
Gocce di pioggia impolverate
 chiudono il mistero del ricordare,
del mio ricordare.
In questa fugace chiusura
in questo flebile passare.

lunedì 21 maggio 2012

-Ho immaginato-

Tra alterne fortune ho immaginato la mia vita.
L' ho immaginata al caldo di un focolare
ora ardente, ora sbiadito.

Un tizzo di fuoco che sempre mi attendesse
al crocevia di movimenti instabili.
Ho immaginato.

-Amicizia-

Tu, piccolo grande uomo che mi hai lasciata
cosi', in questa interdizione agghiacciante.

Ammutolita statua in sul ciglio di un'alta collina.
Immobile, fissa in quell' attimo-che perdura-di abbandono.

Tu, altro GrandePiccolo uomo amico
che accompagni i miei sentieri
fedele, nei tuoi occhi color nocciola nei miei.

sabato 19 maggio 2012

-Sognatrice solitaria-

Per te, viso di donna,
compiaciuto nella sua bellezza estatica.
Passeggera solitaria
in tra le pagine di un libro compiuto.

Sognatrice solitaria
 de 'Le notti bianche',
bianche come la composta,
rinascimentale bellezza delle tue linee,
conchiuse come un ricordo,
mutevoli nei tuoi passaggi
e nelle movenze sfuggenti.

Di fluenti riccioli d'oro
questo istante adornato,
fermo, bloccato in eternita'.

-Acciaio-




Valigie piene di speranza,
stuoli di foglie secche,
folate di vento mi portano a te.

Danza la mia risata,
gira la mia risata per te,
per te Milord, mia adorata imperfezione.

Per te, odore di terre lontane.
Sapore residuale di bianca schiuma di latte.
Per te, residuale come sapore di latte appena scaldato.

giovedì 17 maggio 2012

-Questo-




Questo tempo che sa di eterno,
  ma eterno non è.
Come una nota stonata
 come un pensiero privo di parola
  che pensiero non è.
Questo tempo che passa
 che sfugge.
Questo corpo inchiodato che vorrebbe fuggire anch’esso,
  ma fuggire non puo'.

mercoledì 16 maggio 2012

-Appunti-

[...] E' fin troppo certo che vi è un abuso della storia che è come la prova indiretta di una incapacità alla creatività originale: è davvero troppo ottimistico credere, alla maniera hegeliana, che creare sia per lo spirito sviluppare ed introdurre sulla scena della storia il momento dialettico, che consentirà ad ogni riflessione successiva di mostrare che tutto cià che l'ha preceduta era necessario, ponendo così la storia proprio come organo della filosofia.


[...]in filosofia non si conoscono inizi assoluti, ogni pensiero filosofico è  una continuazione.


[...]La "storia delle variazioni" solo per un dogmatico e uno scettico diventa fatale perchè nè l'uno nè l'altro ammettono che lo spirito possa trascendere le forme in cui si realizza in un dato momento. Ma il filosofo, a parte i suoi momenti peggiori, non è nè un dogmatico nè scettico.


[...]si puo' osservare che temi e dottrine filosofiche vanno incontro a una usura graduale, che lo slancio a poco a poco si attenua, che la  vena filosofica si esaurisce. Una filosofia, così come una scuola nel campo artistico, è soggetta a quelle trasformazioni che sono state  egregiamente messe in risalto dal Deonna nella storia dell'arte: a mano a mano che  si allontana dalle sue origini e dall'ambiente che le ha dato vita, il pensiero si fa prendere dal manierismo, dal gusto arcaicizzante, e da tutte le complicazioni  barocche.[...]

Da La filosofia e il suo passato di Emilie Brehier.

lunedì 14 maggio 2012

-Per un compleanno che non ci sarà piu'-






Dita carezzevoli in volute morbide di capelli.
Riccioli di cuore che si increspano.
E questo tempo che passa approssimandomi al tuo infinito.
A te che sei divenuto un infinito.

giovedì 10 maggio 2012

-Rubarle lo scettro-


Gli occhi fisici socchiusi.
Ottenebrata l’apparenza dell’esistenza.

Volgere, così, una domanda, un pensiero
 all’inconcedibile.

Strapparle la pretesa.
In un gioco di specchi rubarle lo scettro,
la falce acuminata, tagliente.
Rotearla nell’aere e giocare con lei.

L’illusione sempre di essere.

-Lingua 1-

La mia domanda. Quanto sono vicino con una domanda.
Le nuvole sono i miei berretti piu' vicini nel
cielo in movimento. Parlare sulla terra.
Come muoiono in velocità e in bellezza. Mi sono spaventato per poterti piacere oggi.
Quasi non mi si chiudono i bottoni della camicia.
Cosa dico?
-Peter Waterhouse-

mercoledì 9 maggio 2012

-Oltre-


Un’immagine improvvisa passa
Indecifrabile, indefinibile
Non inerisce la mia vita.
Ne è fuori.
Schizza in me.
Ispirazione della schizofrenia
Schizofrenia dell’ispirazione
Ispirazione schizofrenica.
Oltre la medicalizzazione degli scomparti dell’esistenza
-lì dove il potere non nicchia con il suo cappello-. 

lunedì 7 maggio 2012

Poesia, Licini



Chi cerca suole mai trovare certezza.
Io cerco sempre senza mai trovarla
una certezza dove poter gettare
tutte le forze di una mia lontana
miracolosa vita forse sognata
forse trascorsa un poco troppo
col cuore nella mano
col cuore e col pensiero nella mano
un poco troppo bella dell’anima
ch’io cerco ancora
senza mai stancarmi
troppo sperando
d’incontrarla un giorno.

-Distesa-

Distesa,
le braccia conserte
al limitar del cuore
stringono il diaframma.
Lo contengono, lo sostengono
In questa tarda e buia notte di dolore.