La tua gentilezza mi conquista,
la tua grazia maschile
mi seduce.
Un travaso di fiori i tuoi sorrisi e il tuo sguardo,
fiori
che travasano dall’ampolla di vetro.
Eros e amore stretti in un solo
abbraccio
e corpi che rompono le loro catene di carne
per gridare alla
magnifica liberazione.
Spezzare le catene tra unioni malate
in cui
l’unico imperativo che prevale è sempre e solo
l’inerzia sado-maso.
Mi hai
colpito,
la freccia scocca sulle labbre,
nei cuori e tra le parole garbate.
Tra
quella tensione verso l’autenticità
che rende complici due esseri umani
e ci si scopre diversi
e si seguono le tracce dei personali divenire.
La
noia non regna
e non irretisce in un abbraccio mortale la conoscenza.
Tra
l’artista e l’uomo non c’è cesura,
non puo’ esserci artista vero in un uomo
perfido,
in un atteggiamento accomodante,
comodo che rende flosci i
corpi,
che scioglie i cuori come cioccolata fusa,
dolce per il palato
e molle per i corpi.
Il tuo corpo mi richiama il desiderio,
il desiderio
della sua conoscenza,
così la carezza che ha aleggiato sulla pelle,
così
un desiderio, una stella, un’utopia.
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