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mercoledì 29 ottobre 2014

-Gennaro Chiariello, un perfetto capro espiatorio-

Trascrizione dell'arringa difensiva dell'avvocato Serra, 9 ottobre 1984.

"Il movimento carcerario di alcuni detenuti era fatto per ordini di Cutolo. Il fatto di andare da un carcere all'altro [...]. Ora voi mi dovete dire questo: Come avveniva tutto cio'? Qui noi abbiamo delle dichiarazioni di Sgambati che trovano preciso riferimento nella realtà. Come avveniva tutto ciò? Significa che il signor Cutolo aveva delle possibilità a livello ministeriale per chè il movimento detenuti lo fa il ministero [...] è inutile rivangare adesso il caso Cirillo, povero Cirillo che per fortuna sta a casa sua tranquillo, ma anche quello fu un episodio...e il processo che è indagine della Procura della Repubblica di Ascoli Piceno incominciò proprio con questo fatto, perchè, si badi bene, voi avete chiesto l'invio di tutti i registri del carcere di Ascoli Piceno incominciò proprio con questo fatto perchè si badi bene Lei signor Presidente...avete chiesto l'invio di tutti i registri del carcere di Ascoli Piceno, ma non ve li hanno mandati perchè quei registri sono sotto sequestro, ma voi lo sapete perchè sono sotto sequestro! Sono sotto sequestro perchè si sta indagando, o si stava indagando, o adesso si è insabbiata anche questa indagine, perchè qui in Italia  facilmente si insabbiano le indagini, se al carcere di Ascoli Piceno si erano presentati ministri, sottosegretari, sindaci, assessori, deputati al Parlamento, senatori, per parlare con il signor Cutolo e naturalmente avevano dovuto creare una certa situazione, tanto che si disse, a una certa epoca, "erano cancellati dei nomi" o mancavano addirittura dei fogli dal registro colloqui, ecco perchè quei registri sono stati sequestrati! Allora, ditemi, voi eccellenze del Tribunale, voi pensate che il Chiariello Gennaro è l'ultima ruota del carro di una scala gerarchica che incomincia dal ministro e finisce all'agente. egli è una delle ultime ruote del carro, volete voi che Chiariello Gennaro che vedeva questo movimento nel carcere di Ascoli Piceno, volete voi che Gennaro Chiariello, ammesso e non concesso che Cutolo gli abbia chiesto "Per favore fammi il favore di telefonare a Morelli dato che sei dello stesso paese e digli così di farmi venire Carolina a colloquio", dovesse dire di no? A prescindere dalla umanità che Chiariello ha posto sempre nell'esercizio delle sue mansioni di agente di custodia, ma ammesso e non concesso, volete voi che Chiariello dicesse no a Cutolo, a cui non dicevano di no i ministri? Ma, insomma, voi mi dovete dare...altro che associazione per delinquere... Chiariello era un individuo il quale si prodrigava, ma si prodigrava nell'ambito di un clima in cui tutti si prodigravano per poter agevolare il detenuto Cutolo Raffaele.
Questa è la verità, signori del Tribunale e non ce lo possiamo nascondere perchè se ce lo nascondessimo, saremmo dei vigliacchi perchè la realtà che ci circonda noi la dobbiamo osservare e la dobbiamo anche criticare al momento opportuno.
Io non credo che magistrati del valore dei magistrati di Napoli non abbiano colto tutto questo e però Chiariello era un personaggio in mezzo a questi nominativi, era il brigadiere degli agenti di custodia e si doveva dare un poco di soddisfazione anche all'opinione pubblica e allora il giudice istruttore che fa? Mette in mezzo la questione della casa..."

martedì 28 ottobre 2014

-Raffaele Cutolo, al di là del bene e del male, un eroe tragico dei nostri tempi-

Trascrizione della  requisitoria dell’avvocato Serra, difensore del brigadiere Gennaro Chiariello nel processo all’ Associazione per delinquere di stampo camorristico imputati appartenenti alla Nco di Sant'Antimo (tra cui Cutolo) del 9 ottobre 1984, da: http://www.radioradicale.it/scheda/17219/17244-associazione-per-delinquere-di-stampo-camorristico-imputati-appartenenti-alla-nco-di-santantimo-tra-c

“Vorrei chiarire l’habitat di questo imputato, cioè i luoghi e l’ambiente in cui egli si muoveva per la sua attività di vice brigadiere degli agenti di custodia.
E’ interessante vedere e,  vorrei dire,  fare la radiografia del carcere di Ascoli Piceno all’epoca dei fatti per cui è processo specificatamente nei confronti del Chiariello.
Prima di ogni altra cosa, io devo rilevare un fatto, un particolare che, per la verità, mi ha colpito durante tutto il processo a cui, naturalmente, il tribunale non poteva dare una risposta perché non era di competenza del tribunale; mi chiedo, come mai il Procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, che pure ebbe, in data 5 giugno 1982, un preciso rapporto da parte dei carabinieri della Legione di Ancona, nella quale si denunziavano i fatti, diciamo poco edificanti,  commessi dal brigadiere Chiariello, dal brigadiere Guarracino, assumendo i detti carabinieri che essi avevano appreso tutto ciò da fonte confidenziale, come mai, nei confronti del maresciallo Guarracino, non si è mai proceduto ad alcunchè?  E, come mai la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno (perché, badate, tutto quello che vi dirò, vi prego, per carità cristiana, non dirò certe cose, ma cercate di intendermi), come mai, la Procura della Repubblica, pur avendo avuto questo rapporto, pur avendo interrogato i protagonisti di questo rapporto, avendo interrogato gli agenti di custodia (perché il primo interrogatorio degli agenti Iorio, Bois, Dal Federico, Urru, sono del procuratore della Repubblica, anzi di due sostituti procuratori Mandrelli e Cringoli), come si spiega che questi magistrati, in presenza delle dichiarazioni, in presenza di questo rapporto dei carabinieri, in presenza di tutto questo materiale che formava oggetto della loro attenzione, né emisero l’ordine di cattura, né emisero una comunicazione giudiziaria nei confronti sia di Chiariello, sia di Guarracino?
Io vi pongo questo quesito e voi dovete rispondere o, per lo meno, dovete pensare dentro di voi le ragioni che sono alla base di questa mancata attività del pubblico ministero in sede di Ascoli Piceno nei confronti di questi due sottoufficiali; una ragione ci deve essere, non credo che i magistrati di Ascoli Piceno dormono; credo, invece, che ci siano alla base di questa…di questo superamento da parte della Procura di Ascoli Piceno, la quale invece di procedere nei confronti …il Tribunale mi darà atto che sui verbali di interrogatorio dei vari agenti di custodia c’è Processo Astorina, non so, Mario piu’ 4…, procedeva solamente nei confronti di quei detenuti per i quali c’era stato un accoltellamento nel carcere…non so bene questo processo, però nulla ha fatto mai, neanche una comunicazione giudiziaria, nei confronti né di Chiariello, né di Guarracino, né di chiunque altro appartenesse al corpo degli agenti di custodia facente capo ad Ascoli Piceno.
Perché dico questo, perché il Tribunale deve rendersi conto del perché io pongo dei quesiti e del perché mi ponga delle domande…dico questo perché mi piace, e credo sia necessario,  chiarire l’ambiente , chiarire il… come dire…il clima in cui si viveva ad Ascoli Piceno all’epoca dei fatti.
Ad Ascoli Piceno c’era grande permissivismo, ma c’era grande permissivismo non perché il brigadiere Chiariello agevolava Cutolo o agevolava tizio o perché Guarracino agevolasse Cutolo, agevolasse l’altro, ma perché vi erano ordini superiori e questi ordini provenivano da Roma. Che nel carcere di Ascoli Piceno si avesse la mano leggera e non la mano pesante, come oggi invece hanno determinato il trattamento carcerario, ma la mano leggera perché il signor Cutolo serviva a certe cose. Io non ho il timore di dirlo perché, Eccellenze del Tribunale, lo ha detto la televisione, lo hanno detto i giornali, lo sappiamo tutti, è inutile che ci nascondiamo la faccia nella sabbia come fa lo struzzo.

Diciamoci le cose in faccia ed io, difensore di Chiariello, ho il diritto e il dovere, soprattutto, di dire al Tribunale, al Giudice che mi ascolta perché deve decidere della sorte e della vita di questo ragazzo con i suoi figli, con la sua moglie che sta qui, che piange in continuazione e deve decidere della vita di questo giovane perché il Tribunale possa dire, anche se non in una sentenza, ma tra sé e sé, ‘l’avvocato Serra ha perfettamente ragione’”