Come una paura di perdere
un qualcosa, di morire un po’ o
come un sogno sospeso in
una dimensione altra che non puo’ morire
perché non esiste di vita
nostra, di senso della proprietà,
di attaccamento.
Come un sogno radicato in
un tempo eterno
che sovrasta il passato,
il presente, il futuro
che vive con
flussi di effluvi, di arancioni sfuocati,
di cenni ad immagini
scomposte.
Come una terra nella
quale tutto ciò è sepolto ed insieme custodito,
di nessuno, di tutti o di
uno solo che lo rivive in un tempo esso stesso indefinito.
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