giovedì 12 aprile 2012

-Come...-


Come una paura di perdere un qualcosa,  di morire un po’  o
come un sogno sospeso in una dimensione altra che non puo’ morire
perché non esiste di vita nostra, di senso della proprietà,
di attaccamento.

Come un sogno radicato in un tempo eterno
che sovrasta il passato, il presente, il futuro
che vive  con  flussi di effluvi, di arancioni sfuocati,
di cenni ad immagini scomposte.

Come una terra nella quale tutto ciò è sepolto ed insieme custodito,
di nessuno, di tutti o di uno solo che lo rivive in un tempo esso stesso indefinito.                                                                             

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