mercoledì 16 maggio 2012

-Appunti-

[...] E' fin troppo certo che vi è un abuso della storia che è come la prova indiretta di una incapacità alla creatività originale: è davvero troppo ottimistico credere, alla maniera hegeliana, che creare sia per lo spirito sviluppare ed introdurre sulla scena della storia il momento dialettico, che consentirà ad ogni riflessione successiva di mostrare che tutto cià che l'ha preceduta era necessario, ponendo così la storia proprio come organo della filosofia.


[...]in filosofia non si conoscono inizi assoluti, ogni pensiero filosofico è  una continuazione.


[...]La "storia delle variazioni" solo per un dogmatico e uno scettico diventa fatale perchè nè l'uno nè l'altro ammettono che lo spirito possa trascendere le forme in cui si realizza in un dato momento. Ma il filosofo, a parte i suoi momenti peggiori, non è nè un dogmatico nè scettico.


[...]si puo' osservare che temi e dottrine filosofiche vanno incontro a una usura graduale, che lo slancio a poco a poco si attenua, che la  vena filosofica si esaurisce. Una filosofia, così come una scuola nel campo artistico, è soggetta a quelle trasformazioni che sono state  egregiamente messe in risalto dal Deonna nella storia dell'arte: a mano a mano che  si allontana dalle sue origini e dall'ambiente che le ha dato vita, il pensiero si fa prendere dal manierismo, dal gusto arcaicizzante, e da tutte le complicazioni  barocche.[...]

Da La filosofia e il suo passato di Emilie Brehier.

lunedì 14 maggio 2012

-Per un compleanno che non ci sarà piu'-






Dita carezzevoli in volute morbide di capelli.
Riccioli di cuore che si increspano.
E questo tempo che passa approssimandomi al tuo infinito.
A te che sei divenuto un infinito.

giovedì 10 maggio 2012

-Rubarle lo scettro-


Gli occhi fisici socchiusi.
Ottenebrata l’apparenza dell’esistenza.

Volgere, così, una domanda, un pensiero
 all’inconcedibile.

Strapparle la pretesa.
In un gioco di specchi rubarle lo scettro,
la falce acuminata, tagliente.
Rotearla nell’aere e giocare con lei.

L’illusione sempre di essere.

-Lingua 1-

La mia domanda. Quanto sono vicino con una domanda.
Le nuvole sono i miei berretti piu' vicini nel
cielo in movimento. Parlare sulla terra.
Come muoiono in velocità e in bellezza. Mi sono spaventato per poterti piacere oggi.
Quasi non mi si chiudono i bottoni della camicia.
Cosa dico?
-Peter Waterhouse-

mercoledì 9 maggio 2012

-Oltre-


Un’immagine improvvisa passa
Indecifrabile, indefinibile
Non inerisce la mia vita.
Ne è fuori.
Schizza in me.
Ispirazione della schizofrenia
Schizofrenia dell’ispirazione
Ispirazione schizofrenica.
Oltre la medicalizzazione degli scomparti dell’esistenza
-lì dove il potere non nicchia con il suo cappello-. 

lunedì 7 maggio 2012

Poesia, Licini



Chi cerca suole mai trovare certezza.
Io cerco sempre senza mai trovarla
una certezza dove poter gettare
tutte le forze di una mia lontana
miracolosa vita forse sognata
forse trascorsa un poco troppo
col cuore nella mano
col cuore e col pensiero nella mano
un poco troppo bella dell’anima
ch’io cerco ancora
senza mai stancarmi
troppo sperando
d’incontrarla un giorno.

-Distesa-

Distesa,
le braccia conserte
al limitar del cuore
stringono il diaframma.
Lo contengono, lo sostengono
In questa tarda e buia notte di dolore.


domenica 6 maggio 2012



Il mio cuore trabocca, cosa potrà arginare quel fiume in piena?
Come tenerlo fermo, esortarlo di smetterla.
Impedirgli di parlare!
Dire a quel flusso esondante di fermarsi.
"Fermati!", gli ordino, ma lui di me non si cura.

Ecco, lo vedo!
Un pericolo all'orizzonte si avvicina,lo minaccia,
ma il mio cuore è un cuore bambino
e non ascolta le parole del saggio pensare.
Vuole correre, straripare, inondare l'amato e farlo suo,
con lui danzare, farlo danzare con lui, come sasso che rotoli in un fiume in piena.
Un fiume che si diverte ad innalzarlo, a farlo dolcemente ricadere.

Eccolo, il pericolo, lo vedo!
Inabissa.
Me vuole sterminare.
Ma il mio cuore si volta incurante, di lui non si cura.
Gli gira le spalle e ride ride con tutto il fiato che ha in gola.

Grida, grida cuore mio!
Vivi, vivi cuore mio!
Non ti curar di loro.
Lascia alle tenebre il loro spazio, lascia che si divertano anche loro.
Vivi, vivi cuore mio.

giovedì 3 maggio 2012

-Parole-




Ti cercavo,
tu cercavi me.
Era una perdita dei sé in abbracci immaginari
lievi, delicati, ma intensi.
A sopraggiungere su di noi una cappa nera come la morte,
buia come il profondo mare.
Lì dove un solo sé
Si perde da se stesso.

-Oggi penso che...-

Sono felice perche' ho realizzato almeno uno dei miei quattro sogni, avere un figlio.

domenica 29 aprile 2012

-Il mio uomo-





La mente del mio uomo deve essere integgerima
non immacolata
La mente del mio uomo deve essere senza pecche
Impeccabile

sabato 28 aprile 2012

-Charles-


Penso a quanti uomini come lui possono nascere, immagino che cio' accada molto raramente. Io lo vedo come una Stella luminosa stagliata nel blu intenso e scuro della notte. 

Da "La mia autobiografia", Charles Chaplin.

"Ricordo una sera nella nostra unica stanza del seminterraneo di Oakleu Street. Ero a letto, in convalescenza dopo un attacco febbrile. Sidney era uscito per andare alla scuola serale e io e mia madre eravamo rimasti soli. Calava la notte, e lei sedeva con le spalle alla finestra, leggendo, recitando e spiegando nel suo modo inimitabile il Nuovo Testamento e l'amore e la pietà di Cristo per i poveri e per i bambini. Forse dipese dall'anormalità delle mie condizioni, ma in quel momento ella mi diede la piu' luminosa e affascinante interpretazione di Cristo che da allora io abbia mai visto o sentito. Parlò della Sua tollerante comprensione per i peccatori, della donna che aveva peccato e doveva essere lapidata dalla folla, e delle parole che Cristo disse loro:" Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra".
Leggeva nella penombra. S'interruppe solo per accendere il lume, poi parlò della fede che Gesu' ispirava ai malati, che per guarire dovevano solo toccarGli un lembo della veste.
parlò dell'odio e della gelosia dei Sommi Sacerdoti e dei Farisei, e descrisse Gesu' e il suo arresto e la Sua calma dignità al cospetto di Ponzo Pilato il quale, lavandosi le mani, disse (e qui ricorreva a tutto il suo istriniosmo): "In quest'uomo non vedo colpa alcuna". Parlò di come Lo avevano spogliato e flagellato e, mettendoGli sulla testa una corona di spine, Lo avevano coperto d'insulti e si sputi, dicendo:"Salve, Re dei giudei!".
Continuando la lettura, le si empirono gli occhi di lacrime. Parlò di Simone, che Lo aveva aiutato a portare la croce, e dell'occhiata di profonda gratitudine che gli aveva rivolto Gesu'; parlò di Barabba, il ladrone, che moriva con Lui sulla croce chiedendo perdono, e di Gesu' che diceva: "Oggi sarai con me in Paradiso". Di quando, dalla croce, abbassando gli occhi su Sua madre, Egli disse: "Donna, guarda tuo figlio". E di quando, alla fine della Sua straziante agonia, gridò: "Mio Dio, perchè mi hai abbandonato?". E a questo punto scoppiammo in lacrime tutti e due.
"Non vedi" disse piangendo mia madre "com'era umano? Come tutti noi, anche Lui fu assalito dal dubbio".
Mia madre mi aveva talmente commosso che avrei voluto morire quella stessa notte pera andare incontro a Gesu'. Ma lei non era altrettanto entusiasta. "Gesu' vuole prima che tu viva e si compia qui il tuo destino" disse. Nella stanza buia del seminterraneo di Oakley Street mia madre mi accese della fiamma piu' ardente che questo mondo abbia mai visto, e che da allora ha sempre arricchito teatro e letteratura con i suoi temi piu' grandi e appassionati: pietà, amore e umanità."

venerdì 27 aprile 2012

-Improvvisamente, una luce-


Ed improvvisamente, dal falso nulla, da quel buio del pensiero profondo che non si avvale del pensiero logico ed immediatamente visibile, una luce.
Eccola improvvisa a squarciare la mia mente e a rafforzare consapevolezze latenti.
Ho accettato tutto, non dal punto di vista morale, ma dal punto di vista della possibilità di comprensione verso un umano malato che, pur non dichiarandosi tale, desiderava tacitamente la guarigione.
Bugie, omissioni, doppie vite, ingurie, ma intervenuta la volontà ossessiva di oppressione del mio sé, intervenuto quel potere che tanto detesto del voler decidere sulla vita degli altri (in questo caso la mia), non solo non ho pensato due volte su come agire (cosa non rara essendo io abbastanza impulsiva), ma ho provato un senso di disgusto così forte che mi fa affermare oggi: “Ma come ho fatto?”, “Come ho fatto ad amare una persona così?”.
No, il tempo dei  dubbi appartiene, ormai,  al passato e mi sento liberata da una zavorra.  Non ci sono altre risposte che possono accorrere a salvare una ipotetica immagine, la mia unica spiegazione è che ho preso una grande svista.
Mi complimento con la malefica genialità del soggetto in questione, ma tant’è, essa  è dentro di lui e gli  si ritorce contro.
I dittatori, i sadici, i malefici vivono vita piena di riconoscimenti ed anche grandi plausi, ma sono infelici e sofferenti dentro.
A loro la pena che si auto infliggono, incapaci di chinare il capo con umiltà e di chiedere una mano che li aiuti a guarire dal marcio che prolifica  dentro.
Si dice che la giovinezza è l'età della speranza, appunto perchè in essa si spera confusamente qualcosa dagli altri come da se stessi [...]. Si cessa di essere giovani quando si distingue tra sè e gli altri, quando cioè non si ha piu' bisogno della loro compagnia.
Cesare Pavese

sabato 21 aprile 2012

I miei occhi si aprono su nuovi orizzonti, schiudono altri squarci tra l'azzurro e le nuvole, li' si inebriano per istanti infiniti..
Guarda "Leo Ferré - I superlativi" su YouTube

venerdì 20 aprile 2012

-Storie da culture contadine africane-

Intervistatore:
<<Cosa ti aspetti da tuo marito?>>

Intervistata:
<<Che sia gentile con me>>

Intervistatore:
<<E cosa ti aspetti dal matrimonio? Cosa si aspetta tuo marito da te?>>

Intervistata:
<<Ci aspettiamo di essere l'uno con l'altra gentili per tutta la  nostra vita>>.

giovedì 19 aprile 2012

Non esiste al mondo tenerezza piu' grande che quella procurata dai cuccioli, dai bambini e quando poi sono carne della nostra carne o per nascita o per cura, la sensazione e' lacerante nel senso esplosivamente piu' piaceve del termine..

giovedì 12 aprile 2012

-Come...-


Come una paura di perdere un qualcosa,  di morire un po’  o
come un sogno sospeso in una dimensione altra che non puo’ morire
perché non esiste di vita nostra, di senso della proprietà,
di attaccamento.

Come un sogno radicato in un tempo eterno
che sovrasta il passato, il presente, il futuro
che vive  con  flussi di effluvi, di arancioni sfuocati,
di cenni ad immagini scomposte.

Come una terra nella quale tutto ciò è sepolto ed insieme custodito,
di nessuno, di tutti o di uno solo che lo rivive in un tempo esso stesso indefinito.                                                                             

martedì 10 aprile 2012

Al signor Martino gli fu cambiato il nome, abbreviato in Mino per falso ossequio alla modernita'. Gli fu cosi' tolta la protezione del Santo. Gli fu cosi' tolta, in una mossa, l'identita'.
riadattamento di una metafora dello scultore contadino Domenico Perrini.

venerdì 6 aprile 2012

-Cit. Mattew Fox-

"Forse chiamando la mia teologia soft la gente tradisce un pregiudizio contro il femminile, visto che riconoscere l'aspetto femminile della Divinità è importante per la mia teologia. Credo, piuttosto, che denunciare chi la pensa diversamente sia un modo finto di essere duri che rivela una mollezza di fondo, una mancanza di autentica forza spirituale e intellettuale".